Amarcord
Così comincio' la grande avventura di Peter Pan...
Gianna, ti ricordi? Ti ricordi com'è cominciata?
In reparto, durante i cicli di terapia dei nostri figli, non ci eravamo mai incontrate. Ma qualcuno in ospedale aveva deciso che dovevamo assolutamente conoscerci, intuendo che poteva venir fuori qualcosa di buono dalla tua straripante generosità e dalla mia testarda creatività.
Ci demmo un appuntamento al “Bambino Gesù” insieme a Walter, un altro papà. Naturalmente, svagate e approssimative entrambi, non ci eravamo dette a quale dei due cancelli dell'Ospedale ci saremmo incontrate e così aspettammo entrambe un bel pezzo, una da una parte, una dall'altra, prima che Walter arrivasse a risolvere la situazione.
Da questa triade nacque Peter Pan. Senza nemmeno programmarlo, naturalmente ci dividemmo i compiti.
Del resto, tu "lavoravi" già da tempo in Ospedale, nel reparto che era per te la tua casa, anche dopo che Maura se n'era andata.
Portavi come sempre in quelle stanze la tua solarità e il tuo senso dell'umorismo, con il quale riuscivi in un modo o nell'altro a strappare un sorriso. Quante mamme in lacrime hanno fatto naufragio sul tuo vasto seno generoso e nel tuo vigoroso abbraccio! Spesso mi è capitato di pensare che non a caso il Signore ti abbia fatta così "tanta": ci vuole un fisico come il tuo per "accogliere" tutto il dolore di cui gronda quel reparto!
Io invece "lavoravo" fuori, intenta ad inseguire la mia chimera: quel chiodo fisso che mi ero portata appresso dal Minnesota, quel sogno, quell'utopia alla quale anche tu di tanto in tanto, proprio perché mi volevi bene, fingevi di credere. Volevo creare a Roma una casa per chi stava lontano dalla propria. Una casa per chi non poteva permettersi il lusso di pagare almeno 60.000 lire al giorno per stare accanto al proprio bambino malato ed era quindi costretto a dormire in macchina o su una sdraio in reparto. Io ero stata in una casa così, quando anni prima ero stata costretta ad emigrare in America in cerca di salute per Emanuele. Sapevo quindi per esperienza quanto fosse importante e quanti problemi avrebbe risolto.
Ma in Italia di case così ancora non ce n'erano e tutti mi prendevano per matta.
Passavo le giornate intere andando in giro a perlustrare palmo a palmo il Gianicolo e tutta la zona intorno a S.Pietro.
Che follia! Roma era già in fermento per il Giubileo e chi aveva uno spazio vicino al Vaticano se lo teneva ben stretto. Ma io non mi arrendevo e continuavo la mia esplorazione del territorio intorno all'Ospedale: e via a bussare a tutte le porte, a sbirciare attraverso tutti i cancelli, a chiedere, ad insistere…
Qualcuno poi mi dette l'indirizzo di Villa Lante, a Trastevere, in Via S. Francesco di Sales, dove mi recai immediatamente.
Che posto stupendo! Come sarebbero stati bene i bambini nell'ampio parco che circonda il Convento e che sale su fino alla “Lanterna” del Gianicolo!
A me sarebbe bastato un solo piano per ospitare le famiglie e i bambini!
Alla mia richiesta le suore risposero con un ennesimo "no", l'ultimo di una lunga teoria di no che avevo collezionato fino allora, ma fu la goccia che fece traboccare il vaso della mia fede.
Uscendo con le spalle più curve del solito dal grande cancello della villa, mi sentivo proprio avvilita. Mi pareva di aver toccato il fondo, quel fondo che forse è proprio necessario toccare perché si verifichi il miracolo. E miracolo fu!
Appena uscita dal cancello di Villa Lante, alla mia destra scorsi un edificio abbandonato e fatiscente, con l'erba che infestava rigogliosa la soglia di un portoncino che una volta doveva essere stato verde. Mi arrampicai sui tre gradini di accesso e in punta di piedi detti una sbirciatina all'interno, attraverso la buchetta delle lettera dietro la quale non c'era più la cassetta.
"Che visione paradisiaca!": un vasto salone ammuffito, un finestrone dai vetri rotti, ragnatele e polvere dappertutto! "Eccola!, l'ho trovata! Sarà questa la Casa di Peter Pan!".
E un paio d'anni dopo fu proprio “quella” la Casa di Peter Pan… Da allora sono passati quindici anni, Peter Pan è cresciuto, tanto che nel 2004 e nel 2007 sono state aperte altre due strutture; nelle tre Case di Peter Pan fino ad oggi sono state accolte più di 450 famiglie.
Col tempo i rapporti con le suore di Villa Lante, le nostre vicine, sono cambiati: ormai ci lega calda ed affettuosa collaborazione, al punto che, ora che sentiamo la necessità di crescere ancora, le suore ci hanno concesso in affitto… proprio la casa che avevamo richiesto tanti anni fa!
Era destino che i nostri bambini dovessero giocare in quel parco!
