86% malati di leucemia sopravvive grazie a nuovo farmaco

ROMA – Si allunga la vita di circa l’86% dei malati di una forma acuta di leucemia. Rispetto alla sopravvivenza di 4-5 anni su cui potevano contare fino a dieci anni fa, oggi la maggioranza dei pazienti entrati in cura nel 2000 con un nuovo ‘farmaco intelligente’ conosciuto come imatinib, vive e soprattutto ha una buona qualita’ di vita. I dati sono stati presentati oggi dall’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (Ail) in vista della giornata nazionale per la lotta contro le leucemie che si celebra il 21 giugno. Il nuovo farmaco e’ stato introdotto in terapia al posto del
piu’ aggressivo interferone. A fronte di effetti collaterali debilitanti dovuti all’uso di interferone, secondo gli esperti imatinib consente di condurre una vita pressoche’ normale e soprattutto di uscire dagli ospedali e tornare a casa seguendo una terapia per bocca facile da condurre. ”A distanza di oltre 7 anni – afferma Giuliana Alimena, ematologo dell’universita’ di Roma ‘La Sapienza’ – l’86% dei pazienti e’ sopravvivente e si arriva ad una sopravvivenza del 94% considerando le sole morti correlate alla malattia: questo significa – spiega – che solo il 6-7% ha avuto una trasformazione della malattia dalla fase cronica a quella acuta”. ”L’Italia – sottolinea Marco Vignetti, coordinatore del centro dati Gimema coinvolto nello studio – e’ l’unico Paese in cui il paziente viene da subito trattato con il nuovo farmaco, invece di essere sottoposto a chemioterapia”. Il vantaggio e’ anche quello di avere un paziente molto meno debilitato in caso di necessario trapianto di midollo o di cellule staminali.


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