A Campobasso una radioterapia innovativa in Italia

CAMPOBASSO – L’Universita’ Cattolica di Campobasso e’ il primo centro in Italia a praticare la Vmat, ovvero Volumetric-modulated arc therapy, una metodica per il trattamento radioterapico particolarmente innovativa che permette di trattare con estrema precisione i pazienti affetti da cancro. L’equipe guidata da Alessio Morganti, direttore dell’Uoc di Radioterapia e da Angelo Piermattei, direttore dell’Uoc di Fisica sanitaria, ha gia’ sottoposto al trattamento tre pazienti con buoni risultati, presto verranno estesi a molti altri i vantaggi di questo tipo di trattamento. Tanto che le apparecchiature per impiegare questa tecnica sono state recentemente implementate ed il personale delle Uo di Radioterapia e Fisica sanitaria e’ al lavoro per esplorare tutte le possibilita’ che Vmat consentira’ di realizzare. Il Centro Biomedico dell’Universita’ Cattolica di Campobasso, diretto dal professor Savino R.Cannone, e’ considerato un presidio di eccellenza per la cura delle malattie tumorali e cardiovascolari, ed e’ collegato al Policlinico Gemelli e alla facolta’ di medicina dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, dove docente ordinario di Radioterapia dell’Universita’ e’ il professor Numa Cellini, i cui insegnamenti hanno notevolmente contribuito al successo della Radioterapia di Campobasso. La tecnica Volumetric-modulated arc therapy – Vmat e’ stata sinora impiegata solo da pochi centri all’estero: (Seattle, Tokyo, Vienna) e rappresenta una importante novita’ per il trattamento dei tumori. I vantaggi per il paziente del nuovo trattamento sono molti. Le tecniche radioterapiche tradizionali, compresa la Radioterapia ad intensita’ modulata prevedono che l’apparecchio "colpisca" il tumore usando un certo numero di traiettorie, in genere da una a 5-7.  Possiamo paragonare questa situazione ad un bersaglio (il tumore), colpito da un piccolo numero di cecchini. Con Vmat, invece, la continua rotazione dell’apparecchio durante l’irradiazione produce una situazione simile a quella in cui 180 cecchini colpiscono il bersaglio nello spazio di poche decine di secondi. A questo si unisce il fatto che i cecchini in posizione migliore (che colpiscono solo il tumore) sparano proiettili piu’ potenti, mentre quelli in posizione sfavorevole (che colpiscono anche gli organi sani) usano proiettili meno potenti. L’esecuzione di Vmat richiede quindi un complesso sfruttamento di tutte le possibilita’ offerte dagli apparecchi di trattamento (acceleratori lineari). Laddove i trattamenti tradizionali avvengono in condizioni statiche, Vmat richiede che la somministrazione di radiazioni avvenga mentre il gantry dell’acceleratore e’ in movimento, mentre il profilo del fascio di radiazioni cambia in continuazione, e mentre l’intensita’ delle stesse radiazioni cambia di secondo in secondo. Si tratta quindi di una tecnica molto sofisticata, che richiede una elaborazione particolarmente complessa del piano di terapia. Evidenti i vantaggi per i pazienti, colpendo con maggiore precisione il tumore, si riesce a "distruggerlo"  con piu’ facilita’, preservando gli organi sani, quindi le probabilita’ di successo della terapia aumentano  notevolmente. Negli ultimi anni, in radioterapia, la novita’ piu’ rilevante e’ stata l’introduzione della radioterapia ad intensita’ modulata (imrt). Questa tecnica ha permesso di curare piu’ efficacemente, e con minori effetti collaterali, una serie di  tumori. Alla Cattolica di Campobasso viene utilizzata di routine nel trattamento dei tumori del cervello, della prostata, della mammella, della pleura, e dopo l’intervento in alcuni tumori dell’utero. Il principale svantaggio della radioterapia ad intensita’ modulata  e’ pero’ legato alla durata del trattamento, che invece dei tradizionali 10-15 minuti, richiede tempi che vanno dai 20 ai 45 minuti. E’ ovvio quindi che il numero di pazienti che possono giovarsi di questa tecnica e’ relativamente ridotto, nonostante l’impiego intensivo delle apparecchiature. L’introduzione di Vmat (Volumetric modulated arc therapy) permette di abbinare i vantaggi clinici della radioterapia ad intensita’ modulata, con una brevissima durata dei trattamenti (5-10 minuti). Questo, oltre ad alleviare il disagio per i pazienti, dovuto alla necessita’ di mantenere una posizione immobile per un tempo prolungato, aumenta la precisione del trattamento con maggiori probabilita’ di successo, consentendo anche  di poter trattare un numero maggiore  di pazienti ogni giorno. Quindi – dicono gli esperti del Centro – migliora la  terapia, diminuendo  i tempi di esposizione.


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