A Humanitas Rozzano radioterapia in soli 70 secondi

MILANO – In un celebre film di Hollywood la sfida era rubare un’auto in 60 secondi. Oggi, con solo dieci secondi in piu’, all’Istituto Humanitas di Rozzano si compie un ciclo di radioterapia estremamente rapido e preciso, per ‘bombardare’ (e quindi uccidere) un tumore. Il merito e’ di RapidArc, un nuovo sistema computerizzato utilizzato a livello europeo solo in altri tre ospedali (a Bellinzona, ad Amsterdam e a Copenhagen), e che all’Humanitas affianca altre apparecchiature di radioterapia: un esempio e’ la ‘4-D’, uno strumento che colpisce il tumore tenendo conto del
movimento degli organi durante il respiro. RapidArc, in particolare, permette di modulare l’intensita’ della terapia, e di bombardare con estrema accuratezza e precisione anche lesioni molto piccole e dalla forma complessa persino se si trovano in zone profonde del corpo (che non sarebbero quindi facilmente raggiungibili dalla chirurgia), come quelle alla base del cranio
o in vicinanza del midollo spinale. I 70 secondi che servono alla macchina per un ciclo di terapia sono un vero e proprio record, considerato che con gli strumenti tradizionali il trattamento del paziente dura circa 20-25 minuti. Se si guarda anche alla preparazione del paziente alla terapia, con RapidArc ci vogliono solo 3 minuti, mentre con i metodi tradizionali servono anche 40 minuti. Infine, per mettere a punto un trattamento personalizzato serve circa un’ora con il nuovo strumento, ma ne sono necessarie da 5 a 8 con quelli piu’ vecchi. Fino ad oggi questa nuova tecnica e’ stata utilizzata su lesioni tumorali e metastasi localizzate nella testa, nel collo, a livello della prostata e nella zona dell’ano e del retto. Humanitas e’ tra i primi centri ad utilizzarla anche per trattare lesioni tumorali singole dell’addome e della pelvi.


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