Abbronzati, ma non scottati: i consigli per i teen

Soprattutto prima dei 20 anni è importante evitare bruciature che potrebbero aprire la strada ai tumori cutanei. Ecco le strategie per convincere gli adolescenti a proteggersi dal sole

di Antonella Sparvoli

Per evitare i tumori cutanei, è importante proteggere la pelle non solo durante l’infanzia, ma anche nella delicata fase dell’adolescenza.

Scottarsi seriamente più di cinque volte tra i 15 e i 20 anni aumenterebbe il rischio di sviluppare il melanoma dell’80 per cento e di quasi il 70 per cento quello di andare incontro ai (fortunatamente) meno aggressivi carcinomi cutanei.

Mettono in guardia sui pericoli del sole selvaggio gli autori di una ricerca comparsa su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.

«Le scottature serie, accompagnate da vescicole, subite da piccoli e durante l’adolescenza, non hanno effetti immediati: la loro pericolosità si manifesta a distanza di anni. Ustione dopo ustione, i danni alle cellule cutanee si sommano, aumentando in modo esponenziale la possibile comparsa di tumori della pelle» conferma Leonardo Celleno, dermatologo dell’Università Cattolica di Roma.

Ecco perché è fondamentale proteggere la pelle fin da piccolissimi. Ma se nell’infanzia ci pensa la mamma, nell’adolescenza è necessario convincere i ragazzi ad adottare le giuste precauzioni, il che non è semplice.

«È improbabile ottenere risultati, se ci si limita a spaventarli su un futuro che a loro appare ancora molto lontano. Si può provare piuttosto a stimolarli, puntando sull’estetica: se ci si scotta, l’abbronzatura dura meno, compaiono più rughe e macchie cutanee. Meglio allora spalmarsi con una crema solare, rimanere all’ombra nelle ore più calde e indossare una maglietta quando il sole si fa sentire».


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