AIL, rete assistenza siciliana carente e pochi fondi

PALERMO – I tumori, la necessita’ di tenere alta l’attenzione e le esigenze di cura dei malati sono state
oggetto della prima delle tre giornate nazionali contro le leucemie, organizzate dall’Ail. L’incontro si e’ svolto a Villa Whitaker con una tavola rotonda dal tema ”Malattie ematologiche: curarsi in Sicilia”. In Sicilia sono tre i centri d’eccellenza, (a Palermo, Catania e Messina), ma la rete di assistenza ”appare carente nel complesso – dice Pino Toro presidente provinciale dell’Ail -. I centri ematologici delle altre province sono carenti o del tutto assenti e in queste condizioni la diagnosi, l’invio ai centri d’eccellenza, il ricovero del paziente per la terapia in un luogo piu’ vicino alla sua residenza, spesso risultano essere difficili se non proibitivi”. Per Piro ”scarseggiano anche le risorse. I centri d’eccellenza non sono sufficientemente sostenuti dalle istituzioni regionali. I risultati fin qui ottenuti sono, infatti, frutto dei sacrifici degli operatori e del sostegno delle associazioni di volontariato. La regione deve fare la propria parte perche’ non si puo’ continuare a contare solo su questo genere di interventi. Le ematologie mancano di risorse, di personale anche per la ricerca e di opportuni laboratori per stare al passo con le nuove scoperte e con le nuove cure”. Per Salvatore Mirto, direttore dell’unita’ Ematologia con trapianto, del ”Cervello” di Palermo ”c’e’ il rischio di non poter fornire i farmaci attivi ai pazienti che ne hanno bisogno a causa dei tagli alla spesa sanitaria. Si rischia un ritorno alla migrazione in altri centri di cura extraregionali”.


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