Ambiente: salute bambini piu? esposta a rischio

ROMA – I bambini a causa delle loro caratteristiche biologiche e comportamentali sono piu’

suscettibili e piu’ esposti a una varieta’ di agenti ambientali presenti nell’aria outdoor e indoor (abitazioni e scuole), nell’acqua e nel cibo. Questo il giudizio contenuto nell’annuario dei dati ambientali 2008 dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale) a proposito di ‘Tematiche in primo piano’ presentato in occasione del G8 Ambiente di Siracusa. Secondo il rapporto aumenta, nel contesto scientifico e istituzionale, l’attenzione verso gli effetti sulla salute dei bambini attribuibili a fattori ambientali (allergie, malattie respiratorie, tumori infantili, alterazioni dello sviluppo neurologico, inattivita’ fisica e obesita’). Nel 2004, si legge nel documento, con uno studio dell’Oms condotto in Europa, e’ stato stimato il carico di malattia nei bambini correlato a 5 fattori di rischio ambientale: inquinamento atmosferico outdoor e indoor, qualita’ dell’acqua, sistemi di trattamento, esposizione a concentrazioni di piombo, incidenti. Nel complesso, 1/3 del carico globale di malattia nei bambini di eta’ compresa tra 0 e 19 anni e’ attribuibile a questi fattori, con differenze per sottogruppi di eta’ e per fattore di rischio. La strategia Ue Ambiente e Salute pone la salute ambientale dei bambini come una priorita’ sulla base di alcune fondamentali evidenze scientifiche: ”Negli ultimi decenni in tutta Europa sono aumentati i casi di asma e allergie, mediamente il 10% dei bambini presenta sintomi asmatici. Nell’Europa occidentale la percentuale e’ fino a dieci volte superiore a quella dei paesi dell’Europa orientale, per cui si puo’ pensare che vi sia un nesso tra lo stile di vita occidentale e l’insorgenza di patologie allergiche nei bambini. Nei primi anni di vita il sistema nervoso in fase di sviluppo e’ particolarmente vulnerabile agli effetti dannosi dell’esposizione a contaminanti specifici come il piombo, il metilmercurio e i bifenili policlorurati (Pcb): un bambino, infatti, puo’ assorbire fino al 50% del piombo contenuto nei cibi, contro il 10% di un adulto”.


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