Associazione Onlus “Fabrizio Ripa”

MESSINA –  “Non voglio che il bene fatto per mio figlio venga disperso vanamente”. Queste erano state le prime parole, tra le lacrime, di Giovanni Ripa, papà di Fabrizio, il ragazzo di 16 anni di Villafranca Tirrena, stroncato l’estate scorsa dal sarcoma di Ewing all’ospedale Meyer di Firenze dov’era in cura da un anno. E la famiglia Ripa è stata di parola. E’ stata fondata nel dicembre scorso l’associazione Onlus, “Fabrizio Ripa”. Il presidente è papà Giovanni, vice il professore Giuseppe Mafodda, segretario è Mariateresa Giannotta (la mamma di Fabrizio) e consiglieri sono Mariateresa Masuzzo e Concetta Minuto.

La sede è in via Nazionale 530 e si pone tra gli obiettivi principali di dare un importante contributo per la ricerca sul sarcoma, ma anche fornire aiuto per il Day Hospital del padiglione NI dell’Ospedale Policlinico di Messina, ma soprattutto aprire uno sportello per fornire

informazioni alle famiglie. “Chissà – afferma Giovanni Ripa- quanti genitori soffrono per i problemi causati dal sarcoma di Ewing. Ecco perchè vogliamo dare loro assistenza e solidarietà in modo da evitare ulteriori supplizi che spesso l’eccessiva burocrazia riserva a chi già deve soffrire per questo male”.

La prima manifestazione pubblica è prevista da giovedi 10 a sabato 12 marzo. In quei tre giorni l’associazione accompagnerà Zia Caterina prima al Day Hospital di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Messina. Zia Caterina è la tassista di “Milano 25”, e si mette sempre a disposizione delle famiglie che devono affrontare al Meyer di Firenze una lunga degenza, regalando loro umanità, solidarietà e sorriso.

Poi una serie di incontri con le scolaresche di Villafranca Tirrena e Saponara, gli studenti del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Spadafora, la scuola che frequentava Fabrizio. “Abbiamo voluto la presenza di Zia Caterina a Villafranca – afferma Giovanni Ripa – perchè lei può dare un grosso sollievo ed alleviare il fardello che i bambini e le loro famiglie sono costrette a sopportare nel corso della degenza ospedaliera. Tutti devono sapere che esiste l’umanità e che possiamo averla anche qui”.

Chi volesse capire meglio la figura di Zia Caterina può visitare il suo sito web all’indirizzo http://www.milano25onlus.org/sito/Home.html

 


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