Bambina beata, anche da estero per pregare su tomba

ROMA – Anche dall?estero arrivano i devoti che si recano nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, per pregare sulla tomba di Antonietta Meo, ?Nennolina?, la bambina romana morta di cancro a sei anni e mezzo nel 1937,
che potrebbe diventare la piu? giovane santa, non martire, nella storia della chiesa cattolica. Sono ?moltissime?, dicono dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme, le persone che vanno in pellegrinaggio nell?abbazia per trovare conforto nella sua figura, lasciando sul registro delle presenze i loro nomi e la grazia che vorrebbero ricevere.  Accanto alla tomba, dove e? sepolta la futura beata, vicino ad una delle reliquie piu? venerate della cristianita?, la croce di Sant?Elena, i devoti possono anche visitare un piccolo museo che raccoglie i vestitini, i quaderni di quando andava a scuola,
il cestino della merenda. Alcuni anziani, dai 70 ai 75 anni, del quartiere San Giovanni, dove la bimba abitava con la famiglia e dove abita ancora la sorella Margherita, di 85 anni, l?hanno conosciuta e la ricordano come una ?bambina allegra, gioiosa che non si lamentava mai, sempre attenta alla carita? e ai bisogni della gente, nonostante  fosse malata – ha detto l?abate e parroco della basilica, don Simone Maria Fioraso -. La storia di Antonietta Meo e? conosciuta da gente di tutti tipi, persone umili e semplici, intellettuali, sacerdoti e vescovi?. Ma non sono solo gli italiani e i romani ad avere a cuore la figura di Antonietta Meo, ma anche persone che risiedono all?estero, come ?parenti italiani che mandano l?immaginetta di ?Nennolina? per mandare un segno di speranza e conforto?.   
A contribuire alla diffusione della sua storia in tutto il mondo c?e? anche l?associazione dedicata ad Antonietta, che ha raccolto e diffonde la storia della sua vita e le tantissime  lettere che la bimba ha ?scritto? al Signore. Sono stati anche costruiti a suo nome ospedali ed orfanotrofi, come in Peru?. Sull?immaginetta della futura beata c?e? una sua fotografia e una preghiera che recita: ?Il Signore, avendo riempito di tanti doni e grazie Antonietta Meo, conceda una grazia per sua intercessione?. ?Una delle prime grazie compiute da ?Nennolina? – ha detto don Simone – e? la conversione alla religione cattolico-romana del medico che l?aveva curata, ma sono tante altre le persone che dicono di aver ricevuto delle grazie, come dei bambini che sono guariti improvvisamente o persone che hanno trovato un lavoro?.


Articoli Correlati