Leucemia e trapianto di midollo: la radioterapia resta imprescindibile.

radioterapia nella cura della leucemia

radioterapia nella cura della leucemia

Leucemia: quale trattamento scegliere?

La comunità scientifica si interroga da tempo sulla possibilità di rendere meno pesante per il paziente la preparazione al trapianto di midollo eliminando il ricorso alla radioterapia. Questo perché gli effetti a lungo termine della radioterapia possono provocare delle complicanze.

E’ possibile fare a meno della radioterapia corporea totale in preparazione del trapianto di midollo?

Radioterapia pre-trapianto: i risultati di uno studio pluriennale.

Per rispondere a questa domanda tra il 2013 e il 2018 è stata svolta una ricerca internazionale che ha coinvolto 17 paesi e 75 centri di trapianto pediatrici. I risultati ci dicono che per il momento non si può fare a meno del ricorso alla radioterapia pre-trapianto. I numeri messi a confronto rivelano chiaramente il guadagno che si ottiene rispetto al ricorso alla sola chemioterapia.

 “Dal 2013 al 2018, 413 pazienti pediatrici, tra 4 e 21 anni di età, sono stati randomizzati, cioè assegnati al condizionamento con radioterapia corporea totale (202 pazienti) o con sola chemioterapia, in particolare con busulfano-fludarabina-thiotepa (99 pazienti) o treosulfano-fludarabina-thiotepa (93 pazienti)”, riferisce Franco Locatelli, coordinatore dello studio per l’Italia.

Radioterapia pre-trapianto: impatto sulle recidive

La sopravvivenza del 91% a due anni dal trapianto con radioterapia è risultata statisticamente superiore a quella del 75%, ottenuta dai pazienti assegnati al condizionamento con chemioterapia” prosegue la professoressa Adriana Balduzzi, che ha contribuito alla stesura del protocollo ed è membro del consiglio direttivo di AIEOP, In particolare la probabilità di recidiva, cioè di ricomparsa della malattia post-trapianto, con il condizionamento basato sulla radioterapia, è stata del 12%, cioè significativamente inferiore rispetto al 30% ottenuto con il condizionamento esclusivamente chemioterapico“.

Peraltro resta fondamentale continuare a monitorare le condizioni dei pazienti arruolati nello studio.  «Vogliamo verificare l’incidenza di eventuali effetti collaterali delle terapie a lungo termine – dice Marco Zecca, direttore dell’unità operativa complessa di oncoematologia pediatrica del policlinico San Matteo di Pavia e Presidente AIEOP.

 “Alcuni di questi, infatti, possono avere un impatto sulla qualità della vita anche a distanza di anni dal trapianto”. In altre parole, la maggiore efficacia della radioterapia dovrà essere valutata su un tempo più lungo anche alla luce delle possibili complicanze a distanza.

Va tuttavia ricordato che in tempi più recenti il ricorso alla immunoterapia, per quei casi che non riescono a raggiungere la guarigione, sta dando risultati molto incoraggianti.  Al momento in Italia la terapia genica CAR-T è attuata in tre ospedali pediatrici: il Meyer di Firenze, l’ospedale Bambino Gesù di Roma e il San Gerardo di Monza.

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Bilancio di Missione 2019: Peter Pan è Parte della Cura

Scopri il Bilancio di Missione 2019 di Peter Pan

Scopri il Bilancio di Missione 2019 di Peter Pan

Bilancio di Missione 2019: introduzione del Presidente di Peter Pan

Anche per quest’anno sono lieto di presentare ai nostri sostenitori e a tutti gli stakeholder il bilancio di missione.

Un documento che, come ogni anno, esprime una chiave di lettura approfondita delle attività della nostra Associazione, fornendo un’analisi accurata di quello che i numeri e le informazioni del bilancio contabile non possono raccontare.

Tale documento ha ormai acquisito un’importanza fondamentale e strategica al fine di fornire, in tutte le realtà associative e non l’accountability, cioè il “rendere conto” delle proprie azioni a tutti i soggetti interessati, che è un valore per tutte le attività umane svolte in forma organizzata, siano esse pubbliche, profit o non profit.

Nel bilancio di missione qui presentato, vogliamo fornire un’immagine reale delle attività svolte nel raggiungimento della nostra missione, della destinazione delle nostre risorse e dei principali obiettivi raggiunti e da raggiungere: la sostenibilità dei progetti e la massima trasparenza nell’utilizzo dei fondi ricevuti costituiscono, come sempre, il
nostro punto di partenza ma anche quello di arrivo.

Il lavoro svolto nello scorso anno è frutto anche del Presidente e del Consiglio Direttivo che, con dedizione ed encomiabile impegno, hanno gestito l’Associazione fino al nostro insediamento: permettetemi di ringraziare tutti loro per l’eccellente lavoro svolto.

Il 2019 ha permesso di consolidare la collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù, rinnovando il contributo per il progetto del “passaporto del guarito” e ponendo le basi per l’avvio di alcuni progetti di collaborazione per finanziare la ricerca in ambito onco-ematologico.

Abbiamo continuato, anche nei momenti di maggiore difficoltà, a garantire il nostro aiuto in ogni modo e occasione, garantendo che il livello di accoglienza sia sempre in linea con quello che l’Associazione ha rappresentato fino ad oggi.

Speriamo anche di essere riusciti a rappresentare quello che riteniamo non sia quantificabile o misurabile in nessun modo: l’affetto e l’amore che tutti gli amici di Peter Pan manifestano ogni giorno e che permettono all’Associazione di andare avanti.

Roberto Mainiero

Presidente di Peter Pan

LEGGI IL BILANCIO DI MISSIONE 2019

 

 

Melanoma: un selfie non basta a combatterlo

melanoma e tumori della pelle

melanoma e tumori della pelleMelanoma: un selfie aiuta ma non basta

Il melanoma è un tumore in aumento anche tra i giovani negli ultimi anni. La prevenzione è fondamentale e la diagnosi tempestiva può salvare la vita. In tempi recenti si è pensato da più parti ad utilizzare la tecnologia dei cellulari per facilitare l’individuazione del melanoma. Sono nate così diverse applicazioni facilmente scaricabili.

In Brasile, rivolta soprattutto agli adolescenti, è stata diffusa l’app Sunface che mostra come sarà la pelle dopo l’esposizione al sole e la percentuale di rischio di sviluppare un tumore.  Il suo utilizzo ha contribuito ad alzare la consapevolezza nei confronti del melanoma in un paese in cui il culto per l’abbronzatura tra i giovani espone più che altrove alla possibilità di sviluppare il tumore della pelle.

A metà degli studenti di 52 classi dell’età media di 16 anni è stato fatto vedere il proprio volto “invecchiato” artificialmente. L’esperimento è stato trovato molto divertente e formativo dagli studenti coinvolti e la percentuale di utilizzo della protezione solare è salita tra i partecipanti: dal 15% al 22% dopo 3 mesi, dal 15 al 23% dopo 6 mesi (indicativo del fatto che la nuova buona abitudine presa non si è persa nel tempo).

Si è alzata anche la percentuale dei ragazzi che facevano controlli nell’arco di 6 mesi: dal 25% al 49% (cambiamenti più rilevanti tra le ragazze). Anche le sedute di abbronzatura artificiale per un po’ di tempo sono diminuite ma nell’arco di 6 mesi la percentuale si è rialzata. Forse perché è più facile perdere una buona, nuova, abitudine che lasciarne una malsana. Tra l’altro sembra che l’abbronzatura solare possa creare dipendenza.

Esistono inoltre altri tipi di applicazioni che orientano direttamente alla diagnosi grazie alla possibilità di fotografare il neo sospetto tramite il proprio cellulare, come Skinvision e SKinscan.

Melanoma: i limiti delle applicazioni

Tuttavia la Fondazione Veronesi mette in guardia dall’uso errato di queste app che devono costituire solo un passaggio intermedio tra il paziente e il dermatologo e hanno dimostrato in alcuni casi di essere fuorvianti e condurre chi le usa a sottovalutare il rischio.

Il melanoma è un tumore maligno con una incidenza fortissima nella fascia di età compresa tra i 15 e i 39 anni. Il 20% dei casi sono proprio registrati tra questo range di età. Negli ultimi anni è in aumento soprattutto tra i giovani. Nel 2019 le nuove diagnosi in Italia sono state circa 12.400.

Il melanoma: come riconoscerlo con il metodo ABCDE

La dottoressa Paola Queirolo esperta di questo tipo di tumore dello Istituto Europeo Oncologico suggerisce come riconoscere un melanoma. Innanzitutto la cosiddetta regola del brutto anatroccolo ovvero guardando una persona spogliata a distanza si può notare un neo differente da tutti gli altri, per l’appunto il “brutto anatroccolo”. Entrando nel dettaglio la regola dell’ABCDE è il primo passo verso la prevenzione in quanto aiuta a distinguere un nevo da un melanoma:

 come Asimmetria, ossia dividendo le due parti di un nevo non sono simmetriche

come Bordi irregolari, i bordi del melanoma sono frastagliati

C come Colore disomogeneo, che va dal marrone scuro, al nero, al violaceo. Ci sono anche alcune lesioni chiare, rosa o rossastre

D come Dimensioni, il melanoma supera in genere i 5 mm e cresce

E come Evoluzione, il cambiamento di aspetto e la rapida crescita di un qualunque nevo rappresentano un campanello d’allarme.

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Il sarcoma: conoscerlo per sconfiggerlo

Il Sarcoma di Ewing un tumore delle ossa

Il Sarcoma di Ewing un tumore delle ossa

Sarcomi: tumori rari e aggressivi che colpiscono bambini e adolescenti

Il sarcoma è uno dei tumori più aggressivi che colpiscono i bambini. Attacca le ossa o i tessuti molli e connettivi ed è insidioso perché, essendo un tumore raro, a volte viene scoperto in ritardo compromettendo l’esito delle cure. Dal sarcoma si guarisce meno anche perché può presentarsi già agli esordi con metastasi, pertanto non sempre è possibile intervenire chirurgicamente per combatterlo.

Per approfondire la conoscenza di questa malattia in Italia segnaliamo “Trust Paola Gonzato Rete Sarcoma onlus“, punto di riferimento per coloro che operano nell’ambito dei sarcomi. L’associazione quest’anno promuove nel mese di luglio la campagna “Piu forti del sarcoma“, per sviluppare consapevolezza sociale sui sarcomi e sui bisogni e difficoltà che pazienti ancora “invisibili” si trovano ad affrontare.

Sarcoma: il punto della ricerca scientifica

Al congresso più importante degli oncologi americani che si è tenuto a giugno a Chicago (ASCO,American Society of Clinical Oncology) è stato presentata una promettente ricerca sperimentale.

Si tratta di uno studio italiano che ha per oggetto il sarcoma di Ewing che colpisce particolarmente bambini e adolescenti. Lo studio è frutto della collaborazione fra l’Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop) e l’Italian Sarcoma Group (ISG). I risultati della loro sperimentazione, che ha coinvolto i pazienti più «difficili» (quelli con una malattia già metastatica all’esordio), indicano infatti una possibile strategia di cura più efficace e meglio tollerata dai ragazzi.

Una ricerca italiana sul Sarcoma di Ewing metastatico agli esordi

Il protocollo ISG/AIEOP EW2 (di fase II randomizzato) tra il 2009 e il 2019 ha arruolato in 14 centri italiani (di cui 11 affiliati ad Aieop) 150 pazienti, in media 15enni, con sarcoma di Ewing a coinvolgimento osseo diagnosticato già in stadio metastatico.

Coordinato da Roberto Luksch, pediatra dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, lo studio ha voluto verificare due diversi aspetti della terapia, sia testando una nuova combinazione di farmaci in prima linea, sia provando un diverso approccio in fase di mantenimento. «L’aderenza al protocollo — spiega Luksch — è stata molto alta, considerando che ogni anno in Italia circa 75 persone si ammalano di sarcoma di Ewing osseo e, per fortuna, soltanto un quarto di loro presenta malattia metastatica fin dall’inizio. Il protocollo, nel dettaglio, presentava due aspetti innovativi, che sono state oggetto di due diverse presentazioni all’Asco di quest’anno».

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Il 5×1000 a Peter Pan secondo Chiara: una Trilly

La storia di Chiara una volontaria

La storia di Chiara una volontaria

Donare il 5×1000 a Peter Pan. La testimonianza di Chiara, una delle “Trilly” della Grande Casa.

Mi chiamo Chiara, ho 40 anni e sono un architetto. Sono anche una moglie e una mamma di due bambini di 6 e 4 anni.

Il mio incontro con Peter Pan è stato del tutto casuale ma è arrivato in un momento in cui sentivo fortemente il desiderio di aiutare gli altri.

Nel gennaio 2019, durante un sopralluogo su una terrazza di Trastevere, il mio sguardo si è posato per caso sul giardino dell’Associazione e così, una volta tornata a casa, mi sono documentata e ho deciso di fare domanda al corso di formazione per diventare volontaria.

Da mamma ho sempre pensato che la prova più dura che la vita possa metterci davanti è la malattia di un figlio, per questo ho desiderato entrare a far parte di quella che ormai posso considerare una grande e splendida famiglia.

Ho superato la formazione in aula, i mesi di tutoraggio in casa e sono diventata una Trilly, il cui ruolo è quello di accompagnare le famiglie ospiti durante l’ora della cena e immediatamente dopo. Mi sono ritrovata quindi nella grande cucina della casa a far compagnia alle mamme ai fornelli, altre volte ho passato del tempo con i bambini a giocare e quasi sempre abbiamo cenato tutti insieme, ascoltando storie, condividendo ognuno il proprio vissuto, idee e progetti.

Sono entrata in Peter Pan in punta dei piedi, spogliandomi di qualsiasi “io” e condividendo il tempo a disposizione con la discrezione che ci si aspetta da una fatina come Trilly. Poi è arrivato un abbraccio, un invito a sedersi vicini a cena o anche solo uno sguardo e tutta l’ansia di non essere all’altezza di gestire emotivamente la situazione è svanita, trasformandosi in gioia e consapevolezza di ciò che si riceve facendo volontariato a Peter Pan.

In Peter Pan, indistintamente dall’equipe di appartenenza, ci si mette il cuore, l’istinto, la razionalità. Ci si mette tutto sé stessi per arrivare a stare vicini alle famiglie. Qui si creano profondi legami che non hanno bisogno di parole, perché sono gli occhi a parlare.

Nonostante gli impegni familiari e lavorativi, ogni mercoledì è per me una grande gioia varcare il portone verde della casa e trascorrere del tempo con le famiglie. Quando vado via è oramai quasi notte ed ogni volta nel tragitto di ritorno verso casa ripenso alle emozioni provate e la conclusione è sempre la stessa: non c’è altra cosa al mondo in grado di trasmettermi tanto quanto le famiglie ospiti della Grande Casa.

Per far sì che le case dell’associazione rimangano sempre un luogo prezioso per tanti genitori e bambini, un luogo pieno di colore, amore e voglia di vivere, c’è bisogno di un sostegno continuo. Donare il 5X1000 a Peter Pan sta a significare mantenere vivi tutti i colori della casa e dell’animo di queste splendide famiglie.

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Il 5×1000 a Peter Pan secondo Fernando: un Mastro Geppetto

La storia di Fernando volontario di Peter Pan

La storia di Fernando volontario di Peter Pan

Donare il 5×1000 a Peter Pan. La testimonianza di Fernando, uno dei volontari nella Grande Casa.

Sono Fernando, i miei 73 anni sono quasi in arrivo, e sono volontario in Peter Pan dal 2013. Ho svolto prevalentemente il ruolo di Mastro Geppetto, una equipe che svolge i lavori di manutenzione nella Grande Casa, ma quando mi è stato chiesto ho dato la mia collaborazione anche per altre attività.

Una volta libero dalla mia attività professionale, sono approdato in associazione perché sentivo la necessità di uscire dal recinto del proprio io e spesso dal proprio egoismo.

Non voglio annoiarvi con la mia storia personale e mi preme soprattutto condividere alcune riflessioni sulla nostra associazione e su quanto è importante contribuire anche economicamente al suo sostegno. Tutte le realtà che richiedono il cinque per mille sono degne di rispetto e di plauso per quanto fanno, ma ci sono delle specificità di Peter Pan come che a mio parere ne fanno aumentare la valenza. L’apprezzamento diffuso nel territorio, la serietà di gestione, la riconoscenza degli ospiti. Ma la prima cosa degna di nota è che la sua missione è dedicata esclusivamente ai bambini.

Loro sono il nostro futuro, il futuro della società. Il fatto che quelli ospiti di Peter Pan abbiano problemi di salute rafforza ancora di più questa idea e ci impegna a mettere in campo tutto le energie possibili per portarli ad essere parte integrante di esso.

L’attenzione verso di loro è prima di tutto un atto di profonda giustizia oltre che di civiltà. L’aspetto morale inoltre ha il suo grande spazio e basta girare un po’ per l’associazione per rendersi conto che il pietismo non c’entra. Quello che traspare nell’aria che tira tra i volontari è la consapevolezza di un piccolo ma importante senso del dovere.

Scegliere Peter Pan per il cinque per mille significa proprio scegliere, tra tante situazioni altrettanto meritorie, la serietà dell’associazione, la sua storia, la sua trasparenza. Non è da escludere anche la sua imperfezione in cui spesso trova lo stimolo per migliorarsi e per essere all’altezza di quella bella cosa che si chiama solidarietà.

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Nuovo farmaco agnostico: una speranza italiana contro molti tumori

Nuovi farmaci agnostici per tumore pediatrico

Avanti con i farmaci agnostici: nuova speranza per la lotta ai tumori solidi in adolescenti e adulti.

E’ stato scoperto in Italia un farmaco agnostico, cioè senza indicazione d’organo. Vuol dire che il suo bersaglio non è il tipo di tumore bensì un tipo di mutazione che può essere presente in diversi tipi di tumore. 

Le mutazioni che si sono mostrate sensibili al farmaco sono la NTRK e la ROS1 e sono individuabili nei pazienti candidati tramite un test diagnostico. I soggetti più interessati al nuovo trattamento sono adolescenti e adulti con tumore solido localmente avanzato, metastatico oppure nei casi in cui la chirurgia non può intervenire, sempre che il test abbia rilevato la presenza di tali mutazioni.

Il nuovo farmaco, entrectinib il nome della sua molecola, presenta un beneficio clinico nel 70-75% delle persone trattate. Lo afferma Salvatore Siena, Direttore del Niguarda Cancer Center a Milano. “un passo avanti per l’intera oncologia medica e un progresso di tipo farmaceutico, terapeutico e culturale. Sono fiero di sottolineare che questo farmaco vanta radici italiane e che è il Paese stesso a vedere riconosciuta la propria capacità di innovare”.

Farmaco agnostico: i risultati delle sperimentazioni cliniche

Le sperimentazioni cliniche per questo farmaco procedono con successo da qualche anno. Sono state svolte su 74 pazienti adulti e 5 adolescenti che avevano 14 tipi diversi di tumore solido e inoltre su 161 pazienti con tumore al polmone sensibile alla mutazione ROS1. Hanno preso parte alla sperimentazione 150 centri oncologici situati in 15 paesi.

Alla fine della sperimentazione si è potuto osservare riduzione della massa tumorale in oltre il 50% dei pazienti con tumori solidi metastatici, localmente avanzati o positivi alla mutazione NTRK. Uguale riduzione è stata osservata nel  73,4% dei portatori di carcinoma del tumore polmonare avanzato ROS1 positivo.

Farmaco Agnostico: la risposta nei bambini e negli adolescenti

Il farmaco ha ridotto la massa tumorale in tutti e 5 i bambini e adolescenti con fusioni del gene NTRK ottenendo in  due casi una risposta completa.

Ma questi non sono gli unici risultati positivi. Al Congresso annuale ASCO dello scorso giugno a Chicago, punto di incontro mondiale della oncologia, la professoressa Monica Bertagnolli nel presentare lo studio STARTRK-NG, afferma che in base ai risultati sperimentali il farmaco potrebbe rappresentare in assoluto il primo trattamento per i tumori pediatrici basato sulla genetica del tumore piuttosto che sul tipo istologico o sede di insorgenza”

Sperimentazione e ricerca. Milano in prima linea

Il farmaco è frutto della ricerca italiana. Nato nel Centro Ricerche di Nerviano, al suo sviluppo clinico hanno contribuito il Niguarda Cancer Center e l’Istituto Nazionale dei Tumori.

Ne parla così Filippo de Braud, direttore del dipartimento di emato-oncologia dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano: “Ha la prerogativa di funzionare bene sia su localizzazione di malattia sistemica ma anche a livello del sistema nervoso centrale che invece è sempre stato uno dei limiti di molti altri farmaci. La durata della risposta al farmaco è particolarmente estesa e alcuni pazienti da noi trattati hanno potuto beneficiare della terapia per diversi anni

Farmaco agnostico: via libera al trattamento

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea del farmaco, tenuto conto anche della sicurezza dello stesso che risulta essere ben tollerato, ha già espresso parere positivo all’uso del farmaco.

 

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“Covid quà Covid là”: Max Maglione torna il 9 luglio per Peter Pan

Spettacolo di Max Maglione per Peter Pan 9 luglio 2020

Spettacolo di Max Maglione per Peter Pan 9 luglio 2020

Il Covid in musica. Tornano gli spettacoli musicali di Max Maglione il 9 luglio a Roma.

Torna la musica di Max Maglione il 9 luglio presso l’associazione culturale Pini Spettinati. Una serata di musica a sostegno dei bambini malati di cancro ospiti della Grande Casa di Peter Pan.

L’appuntamento è presso Pini Spettinati il 9 luglio alle ore 21.00.

Pini Spettinati si trova a Roma in via Campo Barbarico 8.

Il messaggio di Max Maglione agli amici di Peter Pan

“Ciao a tutti! Il titolo più che attuale, le canzoni con tanta melodia, il pensiero sempre quello: i nostri bambini. Sarà un grande festa un po’ per tutti ma soprattutto per far sentire la nostra voce, anche se lontani da casa. Ma diciamo la verità sarà una grande festa anche per noi. Più che uno show sarà una riflessione musicale. Sempre a sostegno … neanche a dirlo! Vi aspetto tutti ma proprio tutti. Un abbraccio e cerchiamo di RI VEDERCI!”

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DATA: 09-07-2020

Pubblicato in Eventi

Il 5×1000 a Peter Pan secondo Chiara: una Wendy

La testimonianza di Chiara una wendy di Peter Pan

La testimonianza di Chiara una wendy di Peter Pan

Donare il 5×1000 a Peter Pan. La storia di Chiara, una delle volontarie nella Grande Casa.

Sono Chiara, ho 50 anni e una bellissima famiglia costruita insieme a mio marito e ai miei due figli di 18 e 14 anni. Qualche anno fa, quando ancora facevo il mestiere più bello del mondo, la libraia per bambini, ho conosciuto Peter Pan. Un pomeriggio una decina di bambini, accompagnati da un gruppo di volontari di Peter Pan, ci hanno fatto visita per trascorrere qualche ora tra letture e giochi. Era la prima volta che venivo a contatto con il cancro ed ero molto spaventata di non saper gestire le emozioni  davanti a dei bambini malati.

Una volta arrivati tutto andò diversamente. I bambini si divertirono e giocarono esattamente come tutti gli altri bambini che accoglievamo nella nostra libreria! Ne rimasi colpita e mi ripromisi di non perdere i rapporti con l’Associazione.

E così a distanza di 10 anni da quel pomeriggio mi sono ritrovata a fare domanda di ammissione al corso di formazione per diventare una volontaria di Peter Pan. E’ dal 2017 che ogni mercoledì varco il portone verde della Grande Casa, indosso la mia maglietta gialla e magicamente mi trasformo in una Wendy!
L’equipe delle Wendy ha il compito di intrattenere i bambini e le loro famiglie con attività più o meno strutturate: stare a stretto contatto con loro è un piacere e un onore che si rinnova tutte le settimane.

Il mercoledì io, insieme ad altre fantastiche volontarie, conduciamo un laboratorio di pittura con gli stencil. L’atelier è frequentatissimo. Tutti ricevono una maglietta e scelgono lo stencil con il disegno che preferiscono per poi dipingerla. Le volontarie si affaccendano intorno ai tavoli per andare incontro alle esigenze di tutti e per insegnare le tecniche adeguate. E mentre si dipinge si parla, si ride, si scherza e a volte ci si commuove e si piange.

Sono pomeriggi emotivamente molto intensi, perché basta che ci sia un bambino che abbia i valori bassi quel giorno che in tutte le famiglie si riattiva il fantasma della paura, ma che gioia quando una mamma annuncia che la sua bambina tornerà a casa perché il cancro è sconfitto!

Il più delle volte ci si scambia ricette di cucina, si discute di politica, di religione o addirittura di fisica astronomica. I bambini litigano perché qualcuno ha colorato la maglietta di un altro, le mamme si organizzano per andare a mangiare una pizza la sera seguente, i papà mostrano orgogliosi le foto del figlio rimasto a casa con i nonni che si è appena diplomato.

Noi Wendy siamo là, ad ascoltare, a volte a consolare ma soprattutto ad accompagnare le famiglie, con i giochi, l’allegria, e sì, anche la spensieratezza, nella battaglia più importante della loro vita.

Peter Pan per esistere ha bisogno di un grande sostegno dall’esterno. Qualsiasi contributo, dal più piccolo al più grande, è prezioso. Uno di questi è il 5X1000. Una piccola donazione che fa una grande differenza! I nostri piccoli guerrieri ve ne saranno riconoscenti.

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