Accendi la Speranza: Colosseo, Piramide Cestia e Fontana del Tritone in ORO con Peter Pan

Peter Pan accendi la speranza fontana del tritone e colosseo

ROMA E’ D’ORO. PETER PAN ACCENDE IL COLOSSEO, LA PIRAMIDE CESTIA E LA FONTANA DEL TRITONE PER I DIRITTI DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI MALATI DI CANCRO. 

Il fine settimana romano si illumina d’oro con Peter Pan per la campagna “Accendi d’Oro, Accendi la Speranza” a sostegno dei bambini e degli adolescenti malati di cancro. Il 21 settembre partiremo con l’illuminazione della Piramide Cestia e della Fontana del Tritone. Domenica 23 settembre invece dalle ore 20.00 il gran finale con il Colosseo.

L’appuntamento pubblico è in Piazza Barberini il 21 settembre alle ore 21.00 per la distribuzione dei tatuaggi rimovibili con il nastrino d’oro, simbolo della campagna, e per farsi tanti selfie davanti la Fontana del Tritone illuminata d’oro. Alla serata, anticipata da una proiezione su inviti di “Bambini Guerrieri”, il documentario di Talpa Produzioni sulla vita e la lotta nella Grande Casa di Peter Pan, parteciperanno tanti testimonial come Elisa di Francisca, Giacomo Perini, Angelo Libri, Lorenzo Guidi, Pio Luigi Piscitelli, Annalisa Minetti, Roberto Ciufoli, Charlie Gnocchi, Sebastiano Somma con Morgana Forcella.

In Piazza Barberini assisteremo anche alla performance di ginnastica artistica a cura delle giovani atlete della scuola A.S.D. Judo Preneste che si esibiranno con tanti nastri dorati. Durante la serata sarà illuminata anche la Piramide Cestia fino alle ore 24.00 come la Fontana del Tritone.

Il 23 settembre infine sarà il turno del Colosseo che “scenderà in campo” dalla parte dei giovani malati e delle loro famiglie dalle ore 20.00 alle 24.00.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del Settembre d’Oro dell’oncoematologia pediatrica, celebrato in tutto il mondo.

Invitiamo tutti a scattare delle foto ai monumenti illuminati e di condividerle online con gli hashtag #accendidoro #accendilasperanza oppure di inviarcele a info@peterpanonlus o come messaggio privato alla nostra pagina Facebook

Peter Pan ringrazia Acea per averci permesso di realizzare il nostro progetto d’illuminazione e di lanciare un importante messaggio a sostegno dei bambini e degli adolescenti malati di cancro e delle loro famiglie. Il nostro grazie ava anche al Parco Archeologico del Colosseo e alla Soprintendenza Speciale Archeologia delle Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Per tenerti aggiornato sulla campagna e su tutto quello che facciamo per i bambini e gli adolescenti ospiti nelle nostre case ISCRIVITI alla nostra Newsletter

Ufficio Stampa Peter Pan Onlus: Maria Chiara Verdacchi

ufficiostampa@peterpanonlus.it – mariachiara.verdacchi@gmail.com – +39 335 7846859

Al via il Settembre d’oro contro il cancro infantile: Peter Pan accende la Fontana del Tritone

accendi d'oro settembre d'oro

 

Parte la campagna nazionale per il settembre d’oro contro il cancro infantile. Peter Pan accende d’oro la Fontana del Tritone.

Settembre è d’ORO! L’oro, simbolo dei bambini e degli adolescenti che combattono contro il cancro. L’ORO, colore della forza, del coraggio e della resilienza dei nostri bambini guerrieri.

Dal 17 al 23 settembre Peter Pan in quanto membro FIAGOP aderisce alla campagna nazionale “ACCENDI D’ORO, ACCENDI LA SPERANZA”, per accendere l’attenzione sui diritti di tutti i piccoli malati attraverso l’illuminazione con luce dorata di tanti monumenti in tutto il mondo e la distribuzione del Nastro d’ORO, simbolo dell’onco-ematologia pediatrica.

Il cancro è la prima causa di morte tra le patologie che colpiscono bambini e adolescenti. Cercheremo, con la forza delle altre trenta federate FIAGOP, di accendere l’attenzione delle istituzioni, delle case farmaceutiche, dell’opinione pubblica sulla necessità di sperimentare nuovi farmaci, con meno effetti collaterali e sulla necessità di ridurre il limite di età per l’accesso ai trials clinici.

Aiutaci a diffondere la campagna!

Metti un tocco d’oro ovunque, colora d’oro i luoghi dove vivi e dove vivono le persone che ami e condividi i tuoi messaggi sui social network utilizzando questi hashtag oppure inviaci i tuoi scatti sulla nostra pagina Facebook o scrivendo a info@peterpanonlus.it

#GOGOLD

#ACCENDILASPERANZA

Sul sito FIAGOP l’elenco completo con i monumenti illuminati e con tutti gli eventi in programma a cura di tutte le associazioni italiane.

Qui a Roma Peter Pan vi dà appuntamento il 21 settembre alle 21.00 alla Fontana del Tritone in Piazza Barberini. Illumineremo d’oro la fontana del Bernini e distribuiremo tantissimi tatuaggi con il nastrino d’oro che utilizzeremo per farci foto e condividere insieme il nostro messaggio contro il cancro infantile!

La campagna “Accendi d’oro, accendi la speranza” ha ottenuto il patrocinio del CONI, del Comitato Paralimpico Italiano e dell’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Qui intanto un po’ di cose belle e soprattutto D’ORO che stanno accadendo nel mondo! Se vuoi restare aggiornato su tutte le iniziative relative al settembre d’oro iscriviti alla nostra newsletter! 

 

Parola ai Giovani! Il Servizio Civile Nazionale di Peter Pan si racconta!

volontari servizio civile

I VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE SI RACCONTANO

UN ANNO NELLA GRANDE CASA DI PETER PAN SECONDO SARA, DAVIDE E ANNA

Sono stati un anno nella Grande Casa, col sole, col freddo, persino con la neve, sempre dalla parte dei bambini e delle famiglie accolte, persino con un cappello da Babbo Natale!

Sara, Davide e Anna ci raccontano il loro Servizio Civile Nazionale a Peter Pan!

Oggi li facciamo simbolicamente parlare ai ragazzi che proveranno la loro stessa esperienza, perché è infatti appena uscito il nuovo bando di Servizio Civile 2018-2019. Abbiamo preparato queste interviste nella speranza che possano aiutare i nuovi aspiranti volontari in questa difficile e coraggiosa scelta di entrare nella Grande Casa di Peter Pan.

Ti senti pronto? Vuoi saperne di più? Qui ci sono tutte le informazioni utili e le indicazioni per presentare la domanda!

In bocca al lupo a tutti i nuovi aspiranti volontari e GRAZIE ad Anna, Davide e Sara che hanno dato il cuore per la Grande Casa di Peter Pan.

Che significa fare Servizio Civile a Peter Pan?

“Aprirsi ad una realtà difficile, ma che allo stesso tempo ti arricchisce nel profondo” (Sara)

“Mettersi in gioco, respirare una Casa diversa fatta da una “Famiglia di Famiglie”. Significa servizio vero, Ascolto con la “A” maiuscola” (Davide)

“Esplorare un mondo difficile da accogliere: quello oncologico. Esplorarlo in sicurezza con l’aiuto del team con il quale lavori” (Anna)

Qual è il ricordo più bello di questa esperienza?

“Tutti i giorni hanno lasciato qualcosa dentro: il buongiorno di una mamma appena sveglia, il sorriso di un bambino, la condivisione, le risate, il sentirsi parte di un gruppo: in una parola la quotidianità della Grande Casa di Peter Pan” (Sara)

“Le famiglie che vanno via felici dopo aver lottato, le risate nella cucina quando va tutto bene e si respira quell’aria di unità e condivisione che esiste solo a Peter Pan” (Davide)

“Uno zainetto dato in regalo ad una bimba appena arrivata. Era timida, non parlava italiano, ma ho sentito forte come non mai il suo stupore” (Anna)

Cosa diresti a un giovane che pensa di fare il Servizio Civile a Peter Pan?

“È un’esperienza bellissima, a volte difficile, ma che ti da tanto e ti fa crescere umanamente” (Sara)

“Gli direi di pensarci bene, perché è un percorso straordinario che parte da te stesso e dalla capacità che hai di mettere in gioco la tua emotività e il tuo mondo interiore. Solo se sei pronto a crescere puoi entrare da quel portone verde e godere a pieno dell’esperienza di Peter Pan” (Davide)

“Apriti ad un’esperienza forte e faticosa: troverai tante difficoltà ma anche la soluzione dietro l’angolo!” (Anna)

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Servizio Civile Nazionale a Peter Pan Onlus: al via il bando!

servizio civile nazionale

SERVIZIO CIVILE NELLA GRANDE CASA DI PETER PAN

PER GIOVANI DAI 18 AI 28 ANNI APERTE LE CANDIDATURE FINO AL 28 SETTEMBRE 2018.

La Grande Casa di Peter Pan: l’accoglienza è parte della cura” questo è il nome del nuovo progetto di Servizio Civile Nazionale per l’anno 2018-2019 che porterà 4 giovani tra i 18 e i 28 anni a impegnarsi per 12 mesi a servizio dei bambini malati di cancro e delle loro famiglie ospiti nella Grande Casa di Peter Pan.

Possono candidarsi i giovani che abbiano compiuto i 18 anni e non superato i 28 (28 anni e 364 giorni alla data di presentazione della domanda). Per tutte le informazioni e per accedere alla modulistica che deve essere compilata ai fini della domanda di ammissione si può visitare questa pagina e visionare anche il bando nazionale.

Peter Pan per i progetti di Servizio Civile si avvale della collaborazione di SPES – Centro Servizio per il Volontariato del Lazio.

La domanda deve quindi essere presentata a SPES secondo una delle seguenti modalità:

  1. inviata a mezzo raccomandata A/R (NON fa fede il timbro postale) al seguente indirizzo: SPES – Via Liberiana, 17 – 00185 Roma;
  2. con Posta Elettronica Certificata (PEC), di cui è titolare l’interessato, alla mail spes.protocollo@pec.workmail.it avendo cura di allegare tutta la documentazione in formato PDF;
  3. consegnata a mano in una delle seguenti sedi SPES tenendo conto delle chiusure estive per il mese di agosto:

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Ecco il Bilancio di Missione 2017 di Peter Pan

Pubblicato il Bilancio di Missione 2017

Peter Pan è casa, Peter Pan è parte della cura

Anche quest’anno siamo liete di presentare ai nostri sostenitori il Bilancio di Missione: una chiave di lettura più profonda dell’attività della nostra Associazione rispetto a quella fornita dal Bilancio Contabile, ovvero quello che le cifre non dicono.

Tuttavia, anche la descrizione più accurata delle attività svolte durante l’anno appena trascorso, non rispecchia fedelmente quella che è in realtà la filosofia e la vision di Peter Pan e cioè: “che nessuno sia lasciato solo nel momento del bisogno.” Infatti, se è possibile quantificare il numero di ore di servizio prestato dai nostri volontari, elencare fedelmente tutte le attività svolte durante l’anno, non c’è metro per misurare o descrivere il valore di un’ora di ascolto empatico in un momento di difficoltà, di una risata strappata a un bambino in lacrime, di un massaggio che distende nello stesso tempo i muscoli e la mente, del sollievo provato per la soluzione di un piccolo problema pratico, che tuttavia per te – che hai la mente altrove – è grande come una montagna.

Tutto questo si può capire solo vivendo nelle Case. Tuttavia, attraverso la descrizione delle varie iniziative e delle attività che abbiamo svolto nello scorso anno, avrete la possibilità di intuire in qualche modo quanto sia preziosa la rete di affettuosa protezione che tessiamo intorno alle nostre famiglie durante il periodo più duro della loro vita. Ad ogni modo, le informazioni che troverete in seguito vi aiuteranno ad avere una visione più completa del nostro impegno e vi permetteranno di capire meglio le motivazioni che vi hanno spinto a sostenere proprio Peter Pan.

Giovanna Leo e Maria Teresa Fasanelli Barracano

 

DONA ORA PER CONTINUARE A DARE ACCOGLIENZA ALLE FAMIGLIE DI PETER PAN

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La Casa di Roma del piccolo Stefano: storia della famiglia Raniolo

 

“Il 1 settembre 2014 veniamo a conoscenza della malattia, nostro figlio Stefano allora aveva tre anni. Quando te lo senti dire, il mondo si annulla e dentro di te si ripete in testa solo quella parola.

Tanta rabbia, immenso dolore ma soprattutto insostenibile paura. Si, perché se tuo figlio si è ammalato di leucemia, tu ti ammali di Paura: paura di non farcela, paura di non essere in grado, paura di perderlo.

Continuavo a chiedermi perché proprio a lui, perché a noi? Come se non bastasse, quando ti convoca il Professore per illustrarti il percorso che ti aspetta, non parla di mesi, parla di anni.

Lì la famosa domanda: avete un posto dove stare? No. Un posto non lo avevamo, non conoscevamo nessuno e non eravamo preparati a tutto quello che ci era piombato addosso. La proposta da parte loro fu la Casa di Peter Pan.

Da parte nostra, inizialmente c’è stato tanto scetticismo ma guardando quella città così grande in quel momento non avevamo scelta. Il primo a mettere piede in quella casa è stato mio marito e non ha avuto una bella impressione.

Arrivato in casa trovò grandi tavolate con gente che rideva e scherzava e non riusciva a capire che cosa ci fosse da ridere in quella situazione, quasi sembrava che le famiglie fossero superficiali, non curanti delle loro realtà.  Usciti dal ricovero, portammo nostro figlio lasciando a lui la scelta di restare o andar via in una casa in affitto. Stefano si innamorò sin da subito della Casa di Peter Pan, ancora oggi la chiama “la mia casa di Roma”.

Io e mio marito, con il passar dei giorni, delle settimane, ci ambientavamo, ci sentivamo sempre più parte di quel gruppo fatto di individui con storie diversissime ma accomunati dallo stesso destino, ci sentivamo sempre più vicini a gente che come noi, tra un pianto ed un sorriso, stava vivendo ciò che la vita ci aveva riservato. Parli, ascolti, ridi, scherzi. Gioie e dolori sono condivisi in quella casa e ti senti sempre più forte: Peter Pan è un mondo fatto a misura per la situazione che vivi, un mondo che ti permette di assaporare la normalità e la quotidianità, anche quando non immagini di poterci riuscire. Peter Pan è come una mamma che ti aspetta a casa e che ti sa consolare ma soprattutto ti prende per mano e non ti fa scoraggiare. I volontari sono persone eccezionali, sono il gancio fondamentale. Ti fanno sentire di far ancora parte di quel mondo che guardi a distanza.  Sono le persone che ti regalano un sorriso, una serata tra amici, comprensione e tanto affetto: fanno sentire i bambini “normali”.

Alle famiglie vorrei direi: non mollate mai. In un periodo di insicurezza e paura come quello che state vivendo, la cosa certa è che se vi trovate alla Peter Pan, siete al posto giusto al momento giusto. Peter Pan è la medicina che vi serve.

Ai donatori di Peter Pan vogliamo dire un GRANDE, GRANDISSIMO GRAZIE. Perché grazie al loro contributo abbiamo potuto affrontare nel modo migliore possibile la malattia di Stefano. Nemmeno loro potranno mai immaginare quanto speciale sia il loro gesto per chi lo riceve.”

Questa è la storia di Cinzia, la mamma del piccolo Stefano.

Con il tuo aiuto puoi continuare a dare accoglienza gratuita a tanti altri bambini malati di cancro e alle loro famiglie come quella del piccolo Stefano!

Il nostro codice fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi per donare il 5×1000 a Peter Pan è 97112690587.

Per informazioni su come donare il 5×1000 visita questa pagina o iscriviti alla nostra newsletter!

Emozionarsi con un bollettino postale: la storia di Rossella

 

“Mi chiamo Rossella, ho 63 anni e da 3 sono volontaria di Peter Pan.

Collaboro con lo staff di Raccolta Fondi e sono quindi a diretto contatto con la generosità dei donatori e con la serietà ed efficienza di chi gestisce le donazioni.

Ancora mi emoziono quando, su un conto corrente, trovo frasi come “un piccolo aiuto per le case dei bambini malati”, “per i piccoli ospiti” e, vedendo  una grafia incerta, immagino una persona semplice ma con il cuore in mano.

E il mio  5×1000? Di sicuro a Peter Pan, perché per me qui è come avere un’altra grande famiglia che ha bisogno giorno per giorno di sostegno e di fondi per continuare la preziosa missione di  accoglienza e supporto. Ed invito amici e conoscenti a farlo!”

Con il tuo aiuto puoi continuare a dare accoglienza gratuita a tanti altri bambini malati di cancro e alle loro famiglie!

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Mamme di Peter Pan: la storia di Alina

 

“Mi chiamo Alina e sono la mamma di Alex, malato di leucemia.

 In Romania la sanità lascia molto a desiderare, anche dal punto di vista umano e quindi siamo venuti a Roma per le cure. Qui ci hanno dato speranza parlandoci come se la malattia sarebbe sicuramente stata sconfitta. 

All’inizio è stato comunque difficile. Pesava la distanza da mio marito e dal mio figlio più piccolo, che non aveva capito la situazione e mi chiedeva sempre di tornare a casa.

Mi diceva “vorrei essere malato anche io, così puoi restare qui con me”. Poi un giorno ha visto un pannello informativo sulla leucemia e ha capito. Da quel giorno non mi ha più chiesto di tornare e quando i medici ci hanno prospettato il trapianto ha accettato subito di donare il midollo ad Alex, nonostante avesse il terrore degli aghi.

Anche Alex è maturato molto in questi ultimi due anni. Inizialmente era chiuso, ma adesso, anche grazie ai volontari di Peter Pan, è più estroverso.

Ci sono cose che succedono a Peter Pan che chi è fuori non può immaginare quanta gioia possano portare ad un bambino. Ad esempio quando hanno realizzato le palline di Natale con i loro nomi. Alex l’ha fatta con il fratello e non riusciva a credere che sarebbero rimaste sull’albero della Casa. Oppure come il vaso che ha fatto al laboratorio di ceramica. Gli ho promesso che quando torneremo a casa lo avrei messo su una mensola: era felicissimo!

A Peter Pan non mi sono mai sentita straniera. Quello che succede qui compensa la mancanza di casa.”

Alina è una delle tante mamme che arrivano a Peter Pan. In questa giornata abbiamo scelto la sua storia per celebrare la forza e il coraggio di tutte queste mamme.

Se vuoi puoi aiutarci a dare loro accoglienza facendo una donazione che renderà l’accoglienza a Peter Pan gratuita per tante altre mamme come Alina.

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Storia di Giulia: piccola guerriera.

 

“A nostra figlia Giulia è stata diagnosticata la Leucemia Linfoblastica acuta il 6 maggio 2015. Da allora la vita di tutta la nostra famiglia è cambiata. Non c’è modo di descrivere tutto ciò che è successo da quel momento, né è possibile far capire quello che si prova quando si affronta una sfida di questa gravità. Posso solo dire che da allora lottiamo tutti insieme e che Giulia si è dimostrata sin dal primo momento una guerriera.

Abbiamo conosciuto Peter Pan quando al termine del primo ricovero a Roma nel maggio 2017 ci hanno parlato di un’Associazione che si occupa di aiutare le famiglie dei piccoli pazienti oncologici offrendo loro alloggio e altri servizi a titolo gratuito.

Sono moltissimi gli eventi e gli episodi da ricordare dei mesi che abbiamo passato a Peter Pan. Alcuni positivi, altri meno. La convivenza con altre persone non è mai semplice. Ma non bisogna dimenticare che tutte le famiglie ospiti hanno storie simili alla nostra, perché vivono drammi simili. Per questo motivo è importante adattarsi, essere collaborativi e tolleranti e concentrarci sul benessere dei nostri figli, che sono l’unica cosa che conta.

Probabilmente però quello che a me è rimasto più impresso è stato il pranzo di Natale. C’erano tutte le famiglie che in quel momento alloggiavano a Peter Pan, allargate dalla presenza di altri parenti venuti apposta. Inoltre, alcuni dei ragazzi che in quel periodo erano ricoverati erano stati autorizzati dai medici a passare alcune ore fuori dall’ospedale. L’associazione ha organizzato e offerto la cena e i regali per tutti i bambini. Nonostante tutto è stato un momento di estrema serenità.

Sono grato ai volontari di Peter Pan per tutto il tempo che ci dedicano e tutto l’aiuto che ci danno. Ma soprattutto direi che li ammiro per la loro forza. Non è assolutamente facile farsi carico di così tante storie personali, drammi e ansie senza subirne il segno. Indipendentemente dalla motivazione che li ha spinti a fare del volontariato, sono per noi persone speciali.

Sono grato anche i donatori che con il loro contributo e la loro generosità, non scontata, sono fondamentali affinché tutti coloro che devono combattere questo tipo di battaglie possano dedicarsi a vincere la guerra senza dover pensare ad altro. Grazie!

I nostri amici a Lecce hanno capito l’importanza di ciò che Peter Pan ha fatto e continua a fare per noi e per tante altre famiglie e, spontaneamente, si sono organizzati per devolvere il 5×1000 all’associazione. Per vincere è importante l’aiuto di tutti!”

Giuseppe è il papà della piccola Giulia. Sono venuti a Roma da Lecce per le cure di Giulia. Oggi ci ha raccontato la sua storia e quella della sua famiglia, invitando tutti a sostenere Peter Pan anche attraverso la donazione del 5×1000.

Con il tuo aiuto puoi continuare a dare accoglienza gratuita a tanti altri bambini malati di cancro e alle loro famiglie!

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Deborah: la ragazza con due case e due famiglie

Deborah, ospite di Peter Pan

 

“Novembre 2012: avevo da poco fatto 20 anni, ero già in cura da maggio, ma fino a quel momento non sapevo dell’esistenza di Peter Pan.

La casa di Peter Pan è una casa composta da due “mamme” speciali e da tantissimi volontari che ti sostengono, che ti accompagnano nelle giornate, che ti coinvolgono in diverse attività e che non ti fanno sentire solo! Peter Pan è stata la mia seconda casa, è stata la mia seconda famiglia e lo sarà sempre, anche se oggi sono ritornata qui in Sicilia, non smetterò mai di ringraziare l’Associazione, perché ho avuto l’onore di conoscere persone stupende e di entrare in una realtà che fino a quel momento non conoscevo.

Ringrazio l’Associazione che con i suoi progetto aiuta e continua ad aiutare le tante famiglie che costrette da un’esperienza così dolorosa, devono spostarsi senza sconvolgere il nucleo familiare.

Vi invito a donare il 5×1000 perché a Voi non costa nulla… Per Noi e l’associazione Vale molto!”

Deborah è venuta a Roma per curarsi e ha passato due anni e mezzo nella Grande Casa di Peter Pan. Oggi sta bene ed è tornata alla sua vita in Sicilia, ma il legame che ci unisce è forte e resterà sempre tale.

Con la donazione del 5×1000 possiamo fare in modo che la Grande Casa di Peter Pan resti sempre aperta per tutti i bambini e gli adolescenti malati di cancro e le loro famiglie che vengono a Roma per curarli.

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