Citta’ di Castello: camerette per familiari piccoli malati oncologici

CITTA’ DI CASTELLO (Pg) – I piccoli pazienti oncologici dell’ospedale di Citta’ di Castello. A loro hanno pensato le associazioni di volontariato quando, circa 2 anni fa, proposero a Comune ed Asl di creare una struttura per accoglierne i familiari: dalla prossima settimana quel progetto diventa una realta’, ospitando, nelle sei camerette ricavate presso la Cittadella dell’Emergenza, i congiunti dei bambini del reparto pediatria e, in base ad una graduatoria, che e’ anche economica, chiunque abbia un parente ricoverato e ne faccia richiesta.

Stamani l’inaugurazione. Prima del taglio del nastro, il presidente della Pat-Croce Bianca Claudio Fortuna, a nome di tutte le associazioni coinvolte, Aacc, Comitato Aiutiamoli a vivere, Matty&co-Progetto d’amore, ha ringraziato le istituzioni, sottolineando ”l’importanza dell’accoglienza per chi vive un momento difficile. Su questo piano la Pat-Croce bianca e’ in prima linea con servizi rivolti prevalentemente agli anziani come il Telesoccorso, a cui annualmente pervengono seimila chiamate, o a chi non ha un punto di appoggio, come il Pronto farmaco. Inoltre ci occupiamo del Punto caldo a Trestina e del trasporto di cellule staminali dagli ospedali di Gubbio e Citta’ di Castello al policlinico Careggi di Firenze. Ora integreremo l’attivita’, gestendo le quattro camere singole e le due doppie, a seconda delle indicazioni della Asl e avremo per la prima volta il supporto di quattro ragazzi del Servizi civile”. ”Tecnicamente si chiama casa dell’ospitalita’ – ha precisato il sindaco Luciano Bacchetta – ma nella sostanza e’ un passo di civilta’ per tutti noi. Nell’amministrazione di una comunita’ ogni progetto ha una sua rilevanza ma quando le nostre azioni sono indirizzate a mantenere la coesione sociale e a promuovere la qualita’ della vita, allora acquistano il valore di un esempio, rendendoci orgogliosi di quanto abbiamo compiuto. Per questo l’adesione del Comune e’ stata immediata anche nel mettere a disposizione gli spazi necessari a garantire il fabbisogno. Il problema della permanenza prolungata per i nuclei familiari alle prese terapie complesse o con una degenza ora ha una soluzione sostenibile sia dal punto di vista emotivo ed economico. Lo dobbiamo alle associazioni di volontariato e alla Asl, che ha sposato l’idea e l’ha supportata”.


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