Contro cancro biotecnologie e cellule staminali

MILAZZO (MESSINA)- Curare il cancro
utilizzando le proprie difese immunitarie: un obbiettivo di
molti medici e ricercatori impegnati nella lotta ai tumori che
in Sicilia si sta sviluppando concretamente. Lo ha sottolineato
il prof. Guido Ferlazzo, direttore del Laboratorio di
Immunologia e Biotecnologie Terapeutiche del Policlinico di
Messina, intervenuto all’incontro che si e’ svolto a Milazzo in
occasione della Giornata per la ricerca sul cancro organizzata
dall’Airc. ”Negli ultimi decenni – ha osservato lo studioso –
la maggiore comprensione dei meccanismi immunitari attivi contro
le neoplasie ha reso disponibili immunoterapie anti-tumorali di
volta in volta piu’ efficaci e specifiche”.
   Ferlazzo ha rimarcato in  particolare l’attivita’ svolta
negli ultimi tre anni dal Laboratorio di Immunologia e
Biotecnologie, attivato all’interno del Dipartimento
Universitario di Patologia Umana. ”Questa struttura, da me
coordinata – ha spiegato – si propone di avviare, nel rispetto
delle stringenti normative vigenti, protocolli sperimentali di
terapia cellulare per il trattamento dei pazienti oncologici
(vaccini cellulari o, piu’ in generale, immunoterapie cellulari
contro il cancro) in quei settori o condizioni cliniche che
maggiormente richiedono native terapeutiche ai trattamenti
oggi a disposizione dell’oncologia tradizionale”.
   La struttura, ha aggiunto il ricercatore, e’ stata progettata
e realizzata per essere costituita da una ‘Clean Room’, cioe’
un’ambiente per la preparazione di terapie cellulari in
biosicurezza, e da ‘Laboratori di Ricerca’ finalizzati alla
ideazione di queste nuove terapie. ”In questo contesto – ha
aggiunto – stiamo attuando un’ integrazione ideale tra la nostra
attivita’ di ricerca scientifica, attualmente supportata dai
finanziamenti Airc, ed applicazioni cliniche di alta
specializzazione, transitando da una produzione puramente
‘culturale’, che resta indispensabile alla messa a punto di
metodi (biotecnologie) che possano tradursi in nuove cure per i
nostri pazienti”.
  Tra i relatori anche Angelo Messina, docente di Patologia
generale all’universita’ di Catania, che ha sottolineato il
ruolo svolto dall’Airc nel sostegno alla ricerca, in particolare
per quanto riguarda il progetto regionale di biologia
molecolare, dunque l’utilizzo di cellule staminali, legato alla
mieloide cronica. ”Il 60-70 per cento dei pazienti affetti da
tumori – ha sottolineato il ricercatore – oggi guariscono, ma
una buona percentuale e’ in grado di cronicizzare la malattia e
dunque di potere convivere con essa”.
    Nel dibattito e’ intervenuto anche Lorenzo Memeo,
dell’Istituto di Oncologia Mediterranea di Catania, che ha
parlato del ruolo del patologo nell’era della ‘target therapy’.
Un excursus sull’evoluzione del ruolo di questo specialista la
cui attivita’ era storicamente limitata all’attivita’ autoptica
ma che ha subito enormi cambiamenti negli ultimi anni con la
maggior diffusione della terapia genica. ”E’ infatti compito
del patologo – ha spiegato Meneo – far in modo che dapprima i
campioni neoplastici vengano conservati accuratamente per
permettere l’esecuzione di test molecolari ed in molti casi,
come quello del mio istituto il patologo e’ direttamente
responsabile dell’esecuzione degli stess test”.
   Gli aspetti legati al rapporto tra la ricerca scientifica e
il mondo dell’Arte sono stati invece affrontati dal relatore
‘laico’ Felicita Platania, presidente del Centro culturale Zo di
Catania.


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