Cordone donato solo in 10% parti, al via campagna

ROMA – Manifesti, diffusione di brochure informative rivolte ai genitori nei punti di nascita, consultori e distretti, e una guida per gli operatori sanitari che affronta nel dettaglio gli aspetti scientifici. Sono questi i punti principali della campagna di informazione nazionale per la donazione del sangue cordonale, realizzata dal gruppo di lavoro Adoces (associazioni donatori cellule staminali) e Fnco (federazione nazionale colleghi ostetriche), sostenuta dal ministero del Welfare e presentata questa mattina a Montecitorio. La campagna, che ha visto la Regione Veneto fare da apripista (da aprile) e che ora partira’ in tutta Italia, e’ motivata dal fatto che attualmente nel nostro paese la donazione del sangue cordonale, un atto volontario che aiuta a guarire pazienti affetti da alcune gravi patologie, in primis la leucemia, avviene in meno del 10 per cento dei parti. Il messaggio della campagna, che ha come destinatari le mamme italiane ma anche quelle straniere che spesso hanno difficolta’ ha trovare donatori compatibili, mira a sottolineare che la donazione e’ anonima, volontaria e gratis, e che la procedura e’ semplice. Attualmente infatti in Italia sono circa 20 mila le unita’ di sangue cordonale disponibili nelle banche (che sono 19, collegate con 260 centri di raccolta) per la donazione solidale, ma il ministero della Salute stima che per ottenere una copertura ottimale delle caratteristiche genetiche il numero dovrebbe essere triplicato. Un’iniziativa molto importante, l’ha definita il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ”perche’ fornisce sul tema un’informazione corretta che rende possibili scelte consapevoli e scientificamente fondate”. L’obiettivo ora, conclude Roccella, sara’ quello di ”migliorare ulteriormente la rete di biobanche pubbliche presenti nel nostro territorio, puntando sulla razionalizzazione della rete. Un progetto per il quale abbiamo gia’ previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro”.


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