Dopo l?ospedale cure difficili e costose

ROMA – Il servizio ? previsto in ogni Asl ma per le famiglie ? sempre difficile, e molto costoso, avere l?assistenza domiciliare integrata per un malato oncologico, un familiare con gravi problemi al cuore o immobilizzato momentaneamente per una frattura. Insomma, dopo le cure in ospedale non c?? quasi nulla. ?C?? una difficolt? oggettiva per ottenere un?assistenza domiciliare efficace ed efficiente, soprattutto per i malati cronici?, afferma Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che ha elaborato un rapporto conoscitivo insieme all?Associazione italiana di oncologia medica, l?Associazione infermieristica per lo studio delle lesioni cutanee, Anthea Hospice, l?Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, l?Ipasvi (infermieri professionali), la Federazione italiana Aziende sanitarie e ospedaliere, Federazione italiana medici di medicina generale. ?la buona notizia – aggiunge Scaramuzza – ? che la Regione ha attivato l?assistenza domiciliare integrata in tutte le Asl?. Il rapporto sintetizza la situazione a Roma (in particolare nelle Asl RmC e RmE) dove sono stati riscontrati sempre più costi e disagi a carico delle famiglie. Le carenze sono verso una assistenza continuativa e appropriata nel tempo, la mancata personalizzazione dell?assistenza, la scarsa equit? nell?accesso alle cure, il mancato coinvolgimento delle famiglie e del paziente nell?assistenza e nelle decisioni socio-sanitarie. Oltre l?80 per cento delle famiglie coinvolte nelle indagini, ha dovuto pagare le prestazioni non previste dalle Asl. In oltre la met? dei casi i costi sono l?acquisto dei farmaci con una spesa media di 118 euro, nel 45 per cento delle famiglie intervistate ? stato necessario assumere una badante (in media 445 euro al mese) e il 35 per cento delle famiglie hanno calcolato in 123 la spesa media mensile per maggiori consumi energetici (gas, luce e riscaldamento) per garantire l?assistenza domiciliare a un malato. ?Siamo di fronte a una situazione che, nonostante i notevoli passi in avanti, segnala ancora importanti fattori di criticit? – spiega Scaramuzza -. Siamo sempre più convinti che ? fondamentale la valorizzazione del medico di medicina generale come figura centrale nella gestione globale del paziente?. La realt? ? quella che le famiglie si sentono abbandonate: il 95 per cento delle famiglie non ha potuto contare su una reperibilit? 24 ore su 24 di un referente medico per l?assistenza domiciliare, il 45 per cento non ha avuto a disposizione una figura stabile per l?assistenza e quindi per mantenere un elevato stato di continuit? assistenziale, il 100 per cento delle famiglie ha dichiarata di non ricevere un?assistenza psicologica. ?Intorno al medico di famiglia andrebbe costruito un servizio struttura in grado di gestire la complessit? del paziente affetto da malattie croniche. Manca anche una rete in grado di proporre varie tipologie assistenziali – dice Scaramuzza -. Va superato il sistema di assistenza ore per aprire un percorso sulle reali esigenze e necessit? del paziente con un maggiore coinvolgimento e partecipazione della famiglia al percorso di cura attraverso ?quipe multidisciplinari?. Mentre il tribunale del malato chiede una migliore assistenza domiciliare integrata, la Regione ha autorizzato la Asl RmD a stipulare sette convenzioni con medici e pediatri di base per aumentare l?offerta di medicina sul territorio.di Marco Giovannelli


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