Elettrochemioterapia al Pascale. nuova metodica contro i tumori Semplice e senza effetti collaterali

Nuova metodica contro i tumori” Semplice e senza effetti collaterali”. L’innovazione: la capacità degli elettrodi di dilatare i pori delle cellule di GIUSEPPE DEL BELLO

 L’istituto Pascale

Il farmaco entra in circolo e l’impulso elettrico lo aiuta a entrare nelle cellule neoplastiche, uccidendole. È l’elettrochemioterapia, avanguardia tecnofarmacologica per combattere il cancro. Attiva al Pascale da più di un anno, la nuova strategia combina l’infusione di un citostatico a un sistema che eroga impulsi elettrici direttamente nel tessuto tumorale. Caratteristica dell’innovativa metodica è la capacità degli elettrodi di dilatare i pori delle cellule, per consentire al farmaco iniettato al loro interno di raggiungere concentrazioni 8000 volte superiori di quelle registrabili nel tessuto normale circostante.

A sua volta il farmaco, dopo aver frammentato il Dna, riesce a distruggere proprio le cellule tumorali.

Il macchinario è costituito da un manipolo che, dotato di elettrodi intercambiabili a seconda dell’area da trattare (cutanea o profonda), è collegato a un generatore di impulsi: lo specialista dà lo start dopo l’iniezione del farmaco, cioè quando questo è entrato in circolo e ha raggiunto la sede del tumore.

“Privo di effetti collaterali, di semplice e rapida esecuzione, ripetibile, il sistema sta disegnando nuove prospettive”, premette il professor Nicola Mozzillo, direttore del dipartimento “Melanoma e Tessuti molli” dell’istituto oncologico partenopeo. A parlare sono i risultati: metastasi da melanoma, tumori della pelle, recidive da cancro della mammella, ripetizioni inoperabili di tumori addominali e finanche metastasi ossee ed epatiche. Da Roma in giù, il Pascale è leader nell’applicazione della metodica che continua ad attrarre pazienti dal centro-sud.

“L’elettrochemioterapia non è sostitutiva della chirurgia – avverte Mozzillo – ma una preziosa opzione, capace in molti casi di fornire una risposta impensabile, incruenta e di esecuzione quasi ambulatoriale. In questa ottica abbiamo avviato un programma di formazione attraverso seminari che aprono le porte ai colleghi di tutto il bacino del Mediterraneo”. Interessanti le prospettive: dilatare i pori delle membrane cellulari per veicolare nelle cellule Dna o frammenti di genoma, potrebbe concretizzarsi in un’autentica chirurgia genetica. Finora, al Pascale, sono state effettuate 154 elettrochemioterapie in 108 pazienti colpiti da metastasi.


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