English is fun

L’inglese attraverso il gioco, le attività manuali, le canzoni, il divertimento…
Un progetto a cura della Dott.ssa Adriana Cantisani
Come hanno imparato a parlare i Vs. bambini? All’età di circa due anni quando riuscivano già ad esprimersi avevano forse studiato la grammatica su testi scolastici? Ovviamente la risposta è no. Evidentemente i nostri figli avevano assorbito il linguaggio attraverso altre fonti. Si tratta delle esperienze dirette che specie con il gioco relazionano il bambino con il mondo esterno, linguaggio compreso.
Da questa osservazione è partito lo studio che ha portato la Dott.ssa Adriana Cantisani, laureata all’Università della California, a sviluppare in più di 5 anni il metodo English is Fun!® basato sull’insegnamento dell’inglese attraverso esperienze dirette.
Lo studio si è poi allargato alla realizzazione e sperimentazione di materiale originale che le ha consentito di sviluppare un programma vario ed articolato diviso in tante “unità di apprendimento” indipendenti.
Questo tipo di approccio innovativo ha destato l’attenzione della più importante catena di scuole di lingue, British Institutes® che ha avviato una produttiva collaborazione con English is Fun!®
Il metodo
Il programma English is Fun!® è stato creato appositamente per equilibrare attività atte a sviluppare le diverse abilità dei bambini dai 3 agli 8 anni. Le attività sono concepite per aiutare lo sviluppo sociale, emotivo, fisico, ed intellettuale del bambino presentando la nuova lingua in maniera divertente attraverso giochi, canzoni, balli, mimica, attività manuali, solo per citarne alcune. Siccome il programma è basato su esperienze di apprendimento e non su rigide strutture grammaticali, non esiste un punto di inizio.
Ogni bambino può partecipare a qualsiasi lezione in qualsiasi momento senza “rimanere indietro.”
Le abilità a colori
Imparare una lingua straniera, o qualsiasi altra cosa d’altronde, è molto diverso per un adulto rispetto ad un bambino. Infatti, l’adulto conosce già il mondo intorno a lui ed in teoria, tutto quello che deve fare per imparare un nuova lingua è prendere i vocaboli e la grammatica e metterli insieme. In pratica, sappiamo che ci vuole molto, molto di più. Ascoltare, ripetere, scrivere, e leggere sono solo alcune delle abilità necessarie che nell’adulto sono già state perfezionate. Il bambino è ancora in una fase della vita nella quale sta acquisendo informazioni che svilupperanno queste abilità. Infatti, se il bambino non ha ancora imparato a leggere ed a scrivere nella sua lingua madre, come possiamo parlare di “studiare” una grammatica straniera nel senso tradizionale?
La vita è ancora una esperienza relativamente nuova per il bambino che incontra continuamente nuovi stimoli. Questi stimoli sono elaborati in una maniera complessa che trascende le schematiche di apprendimento dell’adulto. Per poter imparare qualsiasi cosa, il bambino deve sviluppare abilità che lo aiutano a crescere nei quattro principali aspetti della vita: quello sociale, emotivo, fisico ed intellettuale. Queste abilità sono divise in sei categorie.
Le prime tre sono ulteriormente divise in sottocategorie. Per facilitarne la comprensione, sono state colorate in maniera diversa:
ABILITÀ FISICHE
– Motricità fine
– Motricità corporea
– Esperienze sensoriali
ABILITÀ SOCIO-EMOTIVE
– Autostima
– Riconoscimento di sé e delle proprie emozioni
– Gioco simbolico
– Interazioni con altri
ABILITÀ COGNITIVE
– Riconoscimento dello schema corporea
– Gioco di scoperta/gioco euristico
– Abilità linguistiche
– Abilità di ascolto
– Abilità spaziale e temporale
– Classificazione e seriazione
ALTRE ABILITA’
– Riconoscere i colori e le forme
– Espressione creativa
– Musica e ritmo
Come funziona?
Il programma è diviso in singole unità di apprendimento indipendenti di circa 50 minuti l’una.
Le unità sono presentate in un ordine che permette una sequenza logica e temporale ma che non la richiede necessariamente. L’ unità di una settimana non dipende da quella della settimana precedente né è necessaria per quella della seguente.
Quindi il bambino si confronta con una “pillola settimanale”, che ha già un suo significato ben preciso presa singolarmente, giocando nel frattempo con i coetanei. Non sta studiando ma sta giocando ed imparando l’inglese!
 

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