?Entro il 2015 sconfiggeremo i tumori? ? Ferrari, un padovano negli USA: ?Le nanotecnologie sono la chiave?

Arriver? il giorno in cui il cancro non farà più paura. ?Succeder? entro il 2015, quando la scienza sar? ad un punto tale da non permettere più a nessuno di morire di tumore?.
Quel giorno arriver? presto, dunque; e sar? merito anche di ?cervelli? partiti dal Veneto. A prevedere l’ormai imminente sconfitta del male del secolo ? Mauro Ferrari, un ricercatore nato e laureatosi a Padova, e trasferitosi poi negli Stati Uniti, dov’? diventato uno degli uomini di punta nel campo delle nanotecnologie oncologiche. Ieri ? stato ospite di ?Geox? a Crocetta del Montello, per parlare di ?Cervelli in fuga?. Proprio quello che Mauro Ferrari, laurea in matematica al Bo e varie specializzazioni in ingegneria biomedica tra Berkeley e l’Ohio State University, non si considera.
?Preferisco reputarmi piuttosto un fegato all’arrembaggio – ha sorriso – perché il talento conta, ma serve anche il sudore della fronte. Non sono scappato da questo Paese, col quale ho un rapporto molto profondo anche dal punto di vista scientifico. Ma, certo, ? innegabile che, rispetto all’Italia, in America sia molto più facile fare ricerca: i finanziamenti sono parecchio più alti ed ? più semplice trovare aziende interessate a sostenere la commercializzazione dei prodotti farmaceutici, cio? a consentire di portare i frutti del nostro lavoro a chi soffre!.
Una ?responsabilit? etica? che ha condotto il professore padovano a mettere a punto una biocapsula per trapianti cellulari che impedisce il rigetto del sistema immunitario. In sostanza si tratta di un veicolo di dimensioni infinitesimali, realizzato in silicio, capace di trasportare nel corpo umano le sostanze in grado di aggredire e distruggere il cancro, senza danneggiare gli organi sani. Da qualche mese Ferrari ha assunto la direzione del programma di nanotecnologia oncologica dell’Istituto nazionale dei tumori americano di Bethesda, a Washington, che per i prossimi cinque anni potr? contare su un budget di oltre un miliardo di dollari, con l’obiettivo di chiudere la partita con il cancro entro il 2015.
?Allora questa malattia esister? ancora, perché fa parte della condizione umana – ha precisato lo scienziato – ma avremo gli strumenti per evitare di morirne?.
Un progetto ambizioso, ispirato da quell’autorit? mondiale dell’oncologia che ? Andrew von Eschenbach, che il ricercatore veneto- americano in tende realizzare secondo un principio democratico.
?Per tutti noi – ha sottolineato Ferrari – dev’essere un obbligo etico assicurare un accesso paritario alle cure mediche per tutti quelli che ne hanno bisogno. Le nanotecnologie non devono portare privilegi a chi ? gi? privilegiato, anche perché il loro costo di produzione ? una frazione infinitesimale rispetto a quello dei farmaci, a sua volta decisamente più piccolo del prezzo dei medicinali sul mercato. Ma tutto questo non dipende dal singolo scienziato: tocca alla comunit? farsi responsabilmente carico della gestione dei risultati a cui approda la scienza?. Un tema su cui, invitati da Mario Moretti Polegato, si sono confrontati pure il presidente di Farmindustria, Sergio Domp?, e la giovane ricercatrice del Cnr, Enza Colonna. Laureatosi al Bo, dirige ora il programma per combattere il cancro con i ritrovati hi- tech: ?Garantiremo l’accesso a tutti?.


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