Farmaci: innovativi per tumori, differenza di accesso fra Regioni

ROMA – Differenze di accesso ai farmaci oncologici innovativi da Regione a Regione possono tradursi in differenze nella mortalita’ dei pazienti italiani: e’ quanto emerge nel rapporto 2007 dello svedese Karolinska Institute, che mette a confronto la situazione di diversi Paesi in relazione all’accesso ai farmaci oncologici e che e’ stato presentato a Roma, nel convegno organizzato dal Centro Interdipartimentale di Studi Internazionali sull’Economia e lo Sviluppo (Ceis-Sanita) della Facolta’ di Economia dell’universita’ di Tor Vergata.
Il rapporto analizza la situazione in 25 Paesi, per una popolazione complessiva di 984 milioni di abitanti. In Italia, osserva Francesco Mennini del Ceis, ”purtroppo registriamo notevoli differenze tra diverse aree geografiche, che possono portare anche a differenze nella mortalita’ di ben 12 anni per tumore della mammella”. Anche se non e’ solo il diverso accesso ai farmaci il problema, ”sarebbe auspicabile – prosegue – uscire dalla logica di differenti sistemi di rimborso adottati da ogni singola regione a causa del vincolo di bilancio per andare verso forme dove per i farmaci oncologici ad alto costo e per i prodotti innovativi viene deciso dal governo un rimborso del 100[%] al di fuori del Drg e non, come da noi, diverso da Regione a Regione”.
Emerge in primo piano anche il problema dei costi, che per il Servizio sanitario nazionale diventano sempre piu’ difficili da sostenere. ”E’ vero che l’Osmed/Aifa 2006 parla di una spesa farmaceutica nell’ordine del 32[%] per i farmaci oncologici precisa Mennini   ma in questi dati globali sono inseriti anche i farmaci antirigetto e quelli per l’artrite reumatoide che, ovviamente, non servono contro i tumori. La spesa ‘vera’ risulta influire per il 18,2[%]”. Se poi si considera solo la spesa per i nuovi farmaci oncologici, i cosiddetti farmaci intelligenti, la quota scende al 7-8.


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