Farmaci intelligenti contro leucemia

ROMA –  Capire i segreti delle cellule, individuare le piu’ piccole trasformazioni genetiche legate alla presenza di un tumore, scoprire se, anche dopo un trattamento, permangono unit? malate nell’organismo. Tutti i segreti delle cellule del sangue sono stati per tre giorni sotto la lente di ingrandimento dei massimi esperti italiani in occasione del primo Congresso Nazionale “Oncoematologia molecolare: risvolti clinici e terapeutici”, che si e’ svolto a Torino questo fine settimana. L’attenzione degli studiosi si e’ concentra sulle leucemie, sui linfomi e sulle cosiddette sindromi mielodisplastiche. Per tutti questi casi si tratta di gravi malattie del sangue che oggi, per fortuna, sempre piu’ spesso possono essere trattate grazie ai farmaci intelligenti. Questi medicinali infatti possono riconoscere le cellule malate, risparmiando completamente quelle sane, oppure arrivano addirittura ad agire sull’alterazione molecolare che porta allo sviluppo delle cellule “deviate” responsabili del tumore. Nuove opportunit? di trattamento si sono aperte per chi soffre di leucemia mieloide cronica, patologia che colpisce circa un migliaio di persone all’anno in Italia, 90-100 nuovi casi ogni anno nel solo Piemonte ed oggi il numero dei pazienti di LMC, in costante aumento, nella sola Regione si appresta a doppiare il migliaio. Questo incremento numerico e’ dovuto soprattutto al miglioramento delle terapie. Se un tempo la prognosi di questa malattia era spesso infausta, oggi grazie all’imatinib ed ad altri farmaci simili la sopravvivenza dei pazienti ? divenuta paragonabile a quella di una popolazione di controllo della stessa et?.  In  questo senso vanno letti i risultati dello studio ENESTnd, presentato lo scorso dicembre al 51 congresso annuale della Societ? Americana di Ematologia (ASH). Nilotinib ha la capacita’ di colpire “come bersaglio” la specifica proteina cellulare che si esprime solo nelle cellule patologiche che presentano questa condizione, senza azione sulla cellule sane. “Lo straordinario tasso di risposta osservato con nilotinib, combinato con il bassissimo tasso di progressione di malattia, indica marcatamente che i pazienti che iniziano il trattamento con nilotinib potrebbero avere un miglioramento temporale di sopravvivenza senza progressione di malattia – spiega Giuseppe Saglio, docente all’Universit? di Torino, Ospedale San Luigi, Orbassano-Torino, membro del comitato direttivo dello studio”. Proprio grazie ai progressi della terapia, infine, si ? costituito nell’ambito dell’AIL (Associazione Italiana per la lotta contro le Leucemie) un gruppo composto dai pazienti affetti da LMC (www.lmconline.it) che ha l’obiettivo di affrontare le problematiche anche quotidiane di questi pazienti. Il presidente attuale di questo gruppo ? l’ingegnere torinese Felice Bombaci.


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