Farmaco orale mostra grande efficacia su linfomi aggressivi

Un farmaco per bocca (crizotinib)
usato in un test pilota su tre pazienti colpiti da un linfoma
molto aggressivo (chiamato linfoma ALK+ perche’ dip e da un
difetto del gene ALK) ha portato a risultati impressionanti in
un periodo molto breve di terapia.
   I risultati preliminari dei test sono stati presentati da
Carlo Gambacorti Passerini nel corso del meeting della Societa’
Americana di Ematologia (ASH) tenutosi a Orlando.
   L’azienda che produce il farmaco ha deciso di intraprendere
uno studio allargato ad altri 7 centri italiani e coordinato da
Gambacorti Passerini.
   I linfomi ALK+ rappresentano una malattia estremamente
aggressiva, con rapida crescita, sintomi sistemici e mortalita’
elevata. Crizotinib e’ un nuovo inbitore di ALK, il gene
difettoso alla base del tumore.
   I risultati sui tre pazienti sono unici al mondo, e’ la prima
volta che si usa un inibitore specifico di ALK nel trattamento
di questo linfoma.
   Si tratta di tre casi estremamente avanzati, in cui vari
livelli di chemioterapia, incluso il trapianto autologo di
midollo osseo avevano fallito; questi tre pazienti, tutti
giovani, tra i 20 e i 26 anni, non avevano piu’ di 2-3 settimane
di vita.
   La terapia con crizotinib ha evidenziato una risposta
soggettiva (scomparsa della febbre, diminuzione o scomparsa dei
dolori) gia’ dopo 3-4 giorni di trattamento, con successiva
regressione completa (2 casi) o parziale (1 caso) delle lesioni
presenti dopo un mese di terapia. Tutti e tre i pazienti sono
stati dimessi dall’ospedale dopo 2-3 settimane ed ora continuano
a casa la terapia. Crizotinib e’ assunto per bocca due volte al
giorno. Un paziente ha gia’ raggiunto i sei mesi di trattamento,
un secondo cinque mesi, mentre la terza e’ in terapia da poco
piu’ di un mese.
   Cio’ dimostra un’attivita’ terapeutica del farmaci molto
importante conclude Gambacorti Passerini.


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