FERMI LAVORI RINNOVO ONCOLOGIA PEDIATRICA UMBERTO I BIMBI DEGENTI SENZA REPARTO DA DIECI MESI

ROMA – Tutto fermo al reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma: nonostante siano

stati quasi completati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione, da quasi un anno i piccoli degenti, di

differenti eta’, sono arrangiati in un unico stanzone contro ogni regola basilare di tipo medico e

psicologico. A lanciare l’allarme e’ Maria Grazia Rossi, presidente dell’Associazioneper la lotta contro i tumori infantili ”Io domani”.

Finanziati dalla Fondazione Vodafone e dall’associazione Io domani per un totale di 950 mila euro, i lavori di

ristrutturazione sono quasi completati ma il reparto non puo’ riaprire perche’ si attendono ancora gli ultimissimi lavori

(come l’installazione dell’impianto di condizionamento) chedovrebbero essere finanziati dall’Azienda Policlinico Umberto I,

per l’ammontare di circa 300 mila euro. I soldi, spiega Rossi, sono gia’ stanziati, ma i lavori sono

fermi in attesa di una delibera della Regione. Sono trascorsi gia’ 10 mesi, denunciano i volontari dell’associazione e ancora

nulla si e’ mosso, nonostante i tantissimi tentativi di far ripartire la macchina. Tutto cio’ comporta un disagio per i

bambini e anche una difficolta’ nell’erogazione delle cure. La ristrutturazione del reparto, a lungo attesa, prevede la

realizzazione di stanzette ciascuna con il suo servizio, di spazi accoglienti per la scuola (nel reparto funziona

regolarmente durante l’anno scolastico un servizio distaccato dal Provveditorato agli Studi per la scuola materna, elementare,

media e superiore), di un’area ludica, di una cucina dove i genitori dei degenti possono preparare i pasti ai figli anche

fuori degli orari del vitto ospedaliero. Con la ristrutturazione finalmente si potra’ dotare il reparto di uno spazio maggiore destinato

alla sala giochi e alla scuola. Accanto ad esso sara’ realizzata anche un’area per l’accoglienza dei nuovi casi in cui medici,

infermieri e psicologi possano incontrare pazienti e familiari coadiuvati dai volontari delle onlus, specialmente per le famiglie non

residenti a Roma o addirittura per quelle provenienti da Paesi stranieri.


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