Fondazione Just Italia sostiene AISOS nella ricerca sulla diagnosi e cura dell’osteosarcoma

È stato presentato il 23 aprile scorso a Roma il Progetto di Ricerca AISOS Onlus “Studio dei Meccanismi alla base della patogenesi dell’Osteosarcoma”. Lo studio scientifico è sostenuto e finanziato da Fondazione Just Italia, Onlus dell’omonima azienda veronese che da quasi 30 anni distribuisce in Italia i cosmetici naturali svizzeri.

L’osteosarcoma, il tumore maligno primitivo più frequente dello scheletro, colpisce in prevalenza bambini e adolescenti. Per questo, la Ricerca Scientifica è cardine per attaccare e distruggere i processi biomolecolari che portano all’insorgenza e allo sviluppo di questa neoplasia maligna; individua infatti – attraverso la diagnosi tempestiva – protocolli terapeutici innovativi e più efficaci.

Fondazione Just Italia sostiene ogni anno un Progetto nazionale di Ricerca Scientifica, destinato al mondo dei bambini e, quest’anno, ha scelto di essere a fianco di AISOS Onlus, Associazione Italiana Studio Osteosarcoma.

“AISOS – ha ricordato il suo Fondatore e Presidente, il medico Francesca Maddalena Terracciano – è nata nel 2004 con il preciso obiettivo di sostenere i piccoli pazienti e le loro famiglie attraverso un percorso strutturato e protetto, dove il paziente è al centro di un protocollo multidisciplinare, in cui si alternano professionisti di elevato livello professionale (anatomopatologi, ortopedici, neuropsichiatri infantili, psicanalisti e psicoterapeuti). L’Associazione si pone inoltre come sportello informatico tra le varie sedi ospedaliere e come Protocollo tra il personale medico e quello delle professioni sanitarie. AISOS Onlus istituisce corsi di formazione e informazione sul piano nazionale e internazionale. L’ultimo è stato organizzato presso l’Ordine dei Medici di Roma, nel dicembre 2012. Finanzia progetti di ricerca e borse di studio. È in rete con dieci ospedali italiani”.

Lo Studio si propone di indagare i meccanismi che possono portare alla propagazione della malattia, con particolare attenzione al ruolo svolto dalle microvescicole. Ne ha fornito una sintesi la biotecnologa Barbara Peruzzi (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma), membro del Comitato Scientifico di AISOS Onlus, che guiderà l’équipe di Ricerca incaricata di condurre lo Studio: “Le microvescicole sono identificate in campo scientifico con la sigla MVs e sono microparticelle in grado di veicolare informazioni di varia natura tra le cellule dell’organismo, svolgendo la funzione di mediatori cellulari. Per questa caratteristica, si può ipotizzare che siano coinvolte nel ‘dialogo’ tra le cellule di osteosarcoma e le cellule sane del tessuto osseo, rappresentando una componente chiave nell’insorgenza e progressione del tumore. La conferma di questa ipotesi è l’obiettivo di questo Progetto. Interferire con il rilascio delle MVs rappresenta un modo per ostacolare l’evoluzione del tumore”.

L’adesione a un Progetto Scientifico di questa portata è stata argomentata da Marco Salvatori, Presidente di Fondazione Just Italia: “Ogni anno, coerentemente con i valori e la cultura della Responsabilità Sociale di cui la Fondazione è una espressione concreta, sosteniamo un Progetto di Ricerca di rilevanza nazionale destinato al mondo dei bambini. Lo abbiamo fatto negli anni scorsi con analoghi Centri di eccellenza che abbiamo affiancato nelle ricerche sulla Leucemia Linfoblastica Acuta, la Sindrome di Rett, l’utilizzo di cellule staminali mesenchimali per la ricostruzione di ossa distrutte dal tumore. Sono iniziative che ci hanno coinvolto profondamente anche perché la nostra attività imprenditoriale (Just Italia è leader nella vendita a domicilio di cosmetici naturali e opera attraverso una rete di ben 20.000 incaricati alle vendite sull’intero territorio nazionale) ci porta quotidianamente a contatto con migliaia di famiglie, con le quali stabiliamo una relazione diretta e amichevole. Sappiamo che cosa significhi avere un bambino malato, a volte senza futuro. I contenuti e gli obiettivi del progetto AISOS ci sono sembrati particolarmente innovativi perché indagano un’area tuttora sconosciuta di questa malattia e fanno intravvedere prospettive incoraggianti”. Da ultimo, Marco Salvatori ha sottolineato un aspetto di grande attualità: “Sappiamo bene, come cittadini e come imprenditori, quali siano le difficoltà che incontrano i ricercatori italiani per la carenza di risorse e assistiamo con rammarico alla fuga di cervelli dal nostro Paese. Se il nostro contributo può aiutare a prevenire qualche migrazione di giovani talenti ne siamo doppiamente felici. Abbiamo deciso di affiancare AISOS anche perché siamo stati contagiati dalla loro determinazione e dal loro entusiasmo e affidiamo a questo Progetto le speranze di tanti bambini e delle loro famiglie”.

Sull’inquadramento di questa particolare ricerca nell’ambito degli studi in corso sull’osteosarcoma e sulle peculiarità di questa grave patologia è intervenuto il Prof. Carlo Della Rocca, Professore Ordinario di Anatomia Patologica a “La Sapienza” Università di Roma e Vice Presidente del Comitato Scientifico di AISOS Onlus, ricordando come “sostenere la ricerca nel campo di malattie gravi, ma poco frequenti, come l’osteosarcoma, contribuisca a mantener accesa la speranza di coloro che sono affetti dalla patologia e dei loro familiari. Il volontariato in questi casi diventa determinante, stanti le scarse risorse istituzionali spesso concentrate su malattie a più ampia diffusione sociale”.

Concludendo i lavori, la Presidente di AISOS Onlus, Francesca Maddalena Terracciano, ha ricordato che le grandi sfide e le grandi battaglie richiedono l’impegno, la determinazione, la passione e il coinvolgimento della collettività: “Oggi quattro bambini su cinque malati di osteosarcoma guariscono; il nostro obiettivo è che AISOS, con il sostegno di partner come Fondazione Just Italia, li guarisca tutti”.

Missione e finalità dell’AISOS

L’Associazione Italiana per lo Studio dell’Osteosarcoma AISOS è nata con l’obiettivo di operare, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologica dell’Università La Sapienza di Roma, con l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile de “La Sapienza Roma 1” e con altre Istituzioni pubbliche e private che mostrino interesse per la prevenzione e la diagnosi di osteosarcoma, questa particolare forma di tumore osseo che colpisce pazienti generalmente giovani.

L’osteosarcoma è il tumore maligno primitivo più frequente dello scheletro. Sebbene in termini generali l’osteosarcoma sia una neoplasia rara, esso rappresenta il tumore maligno primitivo dell’osso che si riscontra con maggior frequenza; è spesso ad alto grado di malignità ed è composto di cellule mesenchimali che producono osteoide e osso immaturo. È la causa di oltre il 10% dei tumori maligni negli adolescenti e al momento della diagnosi va considerato ai fini terapeutici come malattia sistemica essendo alta la percentuale in cui il soggetto presenta già metastasi.

L’Associazione ha come compito principale quello dell’aggregazione e della comunicazione fra i diversi settori della medicina e fra questa e le altre figure professionali del Comparto Sanità per la tutela dei soggetti colpiti da osteosarcoma e per l’assistenza dei loro familiari.

AISOS Onlus accoglie i pazienti ed i loro familiari creando un percorso strutturato con l’ausilio di uno sportello informatico tra le sedi ospedaliere ed i medici referenti; offre l’attività di consulenza, orientamento e diagnosi; organizza eventi di divulgazione ed aggiornamento; promuove attività di ricerca. È un centro di psicoanalisi e psicoterapia che segue i pazienti e le loro famiglie prima, durante e dopo l’intervento.

I protocolli chemioterapici pre e post-operatori, insieme alla resezione chirurgica del tumore primario, hanno aumentato il tempo medio di sopravvivenza fino al 60-80%. Prima dell’avvento della chemioterapia, i trattamenti prevedevano l’amputazione e il tasso di sopravvivenza era circa del 20%, percentuale corrispondente ai pazienti che verosimilmente non presentavano metastasi. La terapia richiede un approccio multidisciplinare, nel quale il ruolo dello psicoterapeuta è mediativo. Il percorso da affrontare per i piccoli pazienti è un protocollo costituito da diverse fasi.

La comunicazione della diagnosi di osteosarcoma alle famiglie ed ai piccoli pazienti deve essere effettuata in un contenitore strutturato: ambiente-medico-psicoterapeuta-famiglia. Chiaro deve essere che in presenza di un adolescente (intendendo per tale il range di età compreso tra quindici e diciotto anni) potranno essere fatte eccezioni per uno o più dei suddetti soggetti. Il prosieguo del trattamento prevede la focalizzazione di un terapeuta con funzione di ancoraggio psico-emotivo.

L’accompagnamento si svolge nelle varie fasi dell’iter clinico di cura dell’osteosarcoma: la chemioterapia pre-operatoria, l’intervento chirurgico, la chemioterapia post-operatoria, la radioterapia e la riabilitazione evidenziano la fondamentale importanza di un ruolo di counseling psicologico nelle situazioni più a rischio (vedi suicidio). La finalità è scaricare le valenze psico-emotive negative capaci di inficiare trattamento e risoluzione.

A fronte della possibilità di utilizzo in alcuni casi di tecniche chirurgiche conservative, come l’ablazione di tessuto osseo, si rendono frequentemente necessari interventi demolitivi ed amputazioni. Come accade per altre patologie oncologiche, il bisogno di un sostegno psicologico, è funzionale ad attivare e sostenere la resilience.

Del resto le risorse economiche per seguire uno di questi piccoli malati sono rilevanti, si attestano intorno ai 40.000 euro per paziente includendo trattamenti chemioterapici (circa otto cicli prima dell’intervento e otto cicli dopo l’intervento), l’intervento chirurgico demolitivo e l’impianto protesico. Inutile dire come tale condizione richieda da parte del personale tecnico preparazione adeguata, sia dal punto di vista pratico, sia dal punto di vista psicologico. Occorre infatti un training postspecialistico di alcuni anni.

All’Associazione Italiana per lo Studio dell’Osteosarcoma aderiscono professionisti di elevato profilo che operano sia in campo medico che in diversi settori della vita sociale.


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