Francia, la lotta contro pesticidi nelle citta?

Il ”Movimento per i diritti e il rispetto delle generazioni future” (MDRGF), associazione nata in Francia 15 anni fa, sta reclamando la messa al bando dei pesticidi, nelle citta’, nei giardini e nei parchi, ”affinche’ i bambini non debbano essere avvelenati dai residui dei pesticidi quando raccolgono la palla caduta sul prato”. Lo riporta in un comunicato il comitato scientifico di Equivita augurandosi che questi segnali ”indichino l’inizio, se pure lento, di una nuova era nella gestione della Sanita’ in Europa, un’era che veda infine la massima attenzione centrata sulla prevenzione (anche se spesso meno lucrosa), piuttosto che esclusivamente sulla cura dei nostri mali”. La Rete, spiega Fran?ois Veillerette, presidente dell’associazione, ha il fine di rispondere alla richiesta dei numerosi cittadini che hanno deplorato la mancanza di qualsiasi mezzo di difesa contro le nebulizzazioni dei pesticidi, essendo la legislazione totalmente carente. Il Movimento intende agire soprattutto in difesa dei piu’ vulnerabili, i bambini, nei quali si riscontra il piu’ spaventoso aumento di incidenza di alcune forme di tumori. Ma spera anche di portare aiuto alle vittime delle malattie professionali, affinche’ le loro patologie vengano riconosciute come tali. Numerosi studi, anche epidemiologici, dimostrano il nesso tra esposizione ai pesticidi e rischio di cancro, problemi
riproduttivi e malattie neurodegenerative. Com’e’ accaduto nel caso dell’amianto, sugli effetti del quale si terra’ entro breve un giudizio, l’associazione si prefigge – per numerose sostanze tossiche usate fino ad oggi in maniera per lo piu’ incontrollata – di rompere la legge del silenzio e di far retrocedere chi, per interessi privati, danneggia la salute umana (oltre che l’ambiente e la biodiversita’). Occorre rilevare che vi e’ in tutto il mondo una presa di coscienza, molto lenta ma costante, riguardo alla necessita’ di dare infine ascolto all’appello lanciato da Luc Montagnier e da
numerosi altri scienziati internazionali nel 2004 all’Unesco. Intitolato ”Dichiarazione internazionale sui Pericoli dell’Inquinamento Chimico” esso iniziava con le parole ”La specie umana e’ ancora in pericolo”.


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