Gaslini, cellule killer combattono neoplasia bambini

GENOVA  – Le cellule staminali del medulloblastoma, il tumore maligno del sistema nervoso centrale piu? comune nei bambini, possono essere ?viste? e uccise dalle cellule natural killer (NK). E? questo il risultato di uno studio condotto da un?equipe di ricercatori del Gaslini e del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell?Universita? di Genova e pubblicato sull?ultimo numero della rivista internazionale EJI. L?equipe, coordinata da Cristina Bottino, prof. Ordinario di Patologia Generale dell?Universita? di Genova e responsabile del Laboratorio di Immunologia del Gaslini, fa parte del Gruppo 2003, costituito da scienziati italiani che lavorano nel nostro Paese. In molti tumori esistono cellule staminali cancerose le quali ?alimentano? in continuazione il tumore. In alcuni casi queste cellule hanno sulla loro superficie antigeni (vere e proprie bandierine di riconoscimento) differenti da quelli delle altre cellule del tumore e grazie ai quali possono essere identificate. ?Abbiamo analizzato le cellule del medulloblastoma – spiega la professoressa Bottino – e notato che alcune avevano l?antigene CD133, mentre in altre cellule era assente. Il CD133 e? un antigene presente sulle cellule staminali di vari tumori e permette quindi di identificarle?. Le cellule natural killer sono presenti nel nostro sangue, e
opportunamente stimolate in laboratorio, uccidono con efficacia le cellule di molte leucemie acute e tumori. ?Ci siamo chiesti – continua Bottino – se le NK fossero in grado sia di ?vedere? le cellule staminali CD133-positive del medulloblastoma sia di eliminarle. La risposta ad entrambi i quesiti e? stata positiva. Tutto questo in laboratorio?. ?Sappiamo che nel caso di neoplasie molto aggressive e spesso letali come le leucemie acute ad alto rischio, le cellule NK fanno dei veri e propri miracoli – aggiunge il Prof. Lorenzo Moretta, Direttore Scientifico dell?Istituto Gaslini e coautore del lavoro -. La situazione qui e? pero? un po? diversa rispetto alle leucemie, data la localizzazione ?protetta? del medulloblastoma. Tuttavia e? possibile ipotizzare l?infusione locoregionale di cellule NK, dopo l?intervento chirurgico di asportazione del tumore. Esiste la possibilita? concreta che le NK possano scovare e uccidere le cellule staminali tumorali residue (che la chirurgia non e? riuscita a eliminare) e che sono responsabili delle recidive del tumore stesso, purtroppo molto frequenti?.


Articoli Correlati