“Il mio sogno? Trovare una cura per sconfiggere il cancro”

La ricercatrice Greta Attianese lavora tra Monza e gli Stati Uniti, orgoglio della Brianza. Da settembre avvierà una collaborazione con l’Università di Losanna
Cesano Maderno, 7 agosto 2011 – Il 30 novembre compirà trent’anni, eppure ha l’aria di una ragazzina. Timida, umile e sensibile. Eppure Greta Maria Paola Giordano Attianese è una ricercatrice instancabile. Vuole combattere il cancro e lo fa alla Fondazione Tettamanzi del San Gerardo di Monza. Nel poco tempo libero, ama creare brani musicali, con strumenti elettronici; è anche una scrittrice. Ha appena pubblicato un racconto ed è autrice di alcuni romanzi di genere fantasy.
«Devo tutto a mia mamma Giovanna, che da sempre mi è vicina. A lei ho dedicato le mie tesi perché è una donna straordinaria. Ho fatto il liceo classico, per l’amore verso le materie umanistiche, ma quando in quarta ho iniziato a studiare biologia cellulare ho capito qual era il mio destino. In realtà ho sempre avuto un interesse per le malattie. Da bambina, guardavo l’enciclopedia medica, libri e documentari sulle malattie. M’incuriosiva ciò che accade nel corpo umano: volevo sapere com’era fatto e perché, in alcuni casi, non funziona. Mi domandavo come mai gli anticorpi non facessero il loro dovere di fronte a certi virus o batteri. La cosa che più mi spaventava erano le sofferenze causate dai tumori e dalla chemioterapia».
Greta si è iscritta all’Università Bicocca, alla facoltà di “Biotecnologie mediche sanitarie”, decisa a dare un contributo alla scienza per scoprire un rimedio contro i tumori. Ha seguito la specialistica in Medicina sperimentale. Ha iniziato il tirocinio alla Fondazione Tettamanzi a Monza, lavorando al San Gerardo grazie alle borse di studio e studiando le leucemie infantili. «Stavo preparando la tesi – racconta – quando un dottore mi ha proposto di andare negli Stati Uniti per studiare un tipo particolare di immunoterapia. Mi sono così laureata e sono stata per un anno al Texas Children Hospital. Sono tornata al San Gerardo, portando la mia nuova esperienza».
«Ero felice – prosegue la dottoressa -, ma non mi bastava. Volevo seguire la carriera canonica di un ricercatore. Così mi sono iscritta al dottorato di immunologia al San Raffaele». Nel 2010 Greta è stata per altri sei mesi negli Stati Uniti, dove ha studiato un metodo di motivazione genetica, non virale. «Pur amando il lavoro a Monza, sento che è necessario andare oltre. Da settembre inizierò a collaborare con l’Università di Losanna. Il contratto è di un anno, spero che mi venga rinnovato».
«Il mio sogno – conclude – è di far parte, in un futuro, dell’équipe di una prestigiosa Università, con cui lavorare in laboratorio per fare una scoperta sensazionale. Un cura che possa limitare le sofferenze». (di Sonia Ronconi)

Fonte: ilgiorno.it – 7.8.11


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