Il Mondo nella Cucina di Peter Pan

Le Case di Peter Pan, oltre all’ospitalità, offrono alle famiglie dei bambini malati di tumore la possibilità di vivere la quotidianità in compagnia di tante famiglie “sorelle” con le quali possono condividere le angosce e le speranze del loro difficile cammino nell’assoluta certezza di essere capite fino in fondo. Non ci si sente soli nelle Case di Peter Pan e la spontanea rete di solidarietà che si crea tra le famiglie stesse aiuta poco a poco a ricostruire un nuovo equilibrio che permette di sopravvivere in circostanze così estreme.
Talvolta tuttavia può anche darsi che si verifichi qualche piccolo attrito dovuto più che altro al nervosismo della situazione o al fatto che le famiglie ospiti sono molto eterogenee e provengono da culture e da abitudini sociali molto diverse tra loro.
Per “fluidificare” i rapporti, intervengono allora i volontari delle Case, che, grazie alla formazione ricevuta e alla loro sperimentata sensibilità, promuovono momenti di evasione collettivi di vario genere. 
Che c’è di meglio per esempio di una cena multietnica da organizzare tutti insieme?
Nella nostra cucina – e non è un caso – i fornelli sono inseriti in un’isola centrale, il che permette – durante la preparazione delle pietanze – di
stare uno di fronte all’altro in modo da fare rapidamente conoscenza attraverso uno scambio di ricette.
La buona tavola – è risaputo – serve tanto al corpo quanto allo spirito: le rughe si spianano, la tensione si allenta, le battute si susseguono e un buon
bicchiere di vino favorisce anche qualche allegra risata. 
Tutto questo è certamente terapeutico: calma, rasserena, aiuta a passare meglio la nottata e a recuperare le energie necessarie per affrontare le battaglie dell’indomani.
 
Maria Teresa Barracano Fasanelli
Presidente Onorario Associazione Peter Pan
 

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