Inquinamento. 1000 bambini sotto l’occhio del Progetto MAPEC

di Salvatore Ventruto

Cinque città interessate, tra cui Lecce. Un campione di riferimento di 1000 bambini tra 6 e 8 anni (quindi statisticamente molto più significativo di quello di 222 bambini su cui si è basato il progetto RESPIRA), appositamente esteso per poter osservare ed evidenziare differenze significative nei danni al DNA e all’interno dei micronuclei salivari tra i bambini residenti nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti atmosferici e quelli residenti in aree a livello inferiore di inquinamento, il coinvolgimento attivo di scuole, autorità locali e famiglie.

Sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano il progetto MAPEC che, partito nel gennaio scorso, terminerà nel dicembre 2016.

Un ruolo importante sarà, come detto, riconosciuto alle famiglie, con i genitori dei bambini campionati che provvederanno, due volte l’anno , a compilare dei questionari, sia nel periodo autunno-inverno che in quello primavera- estate, preparati in collaborazione con l’Istituto Tumori di Milano, al fine di raccogliere maggiori informazioni possibili sullo stile di vita, lo stato di salute e l’alimentazione dei bambini, nonché sulla loro esposizione a inquinanti sia in casa sia fuori.

Verranno poi effettuati dei test di laboratorio sulle cellule prelevate da saliva e mucosa della bocca dei bambini e sui campioni d’aria atmosferica, prelevati mediante appositi strumenti presso le scuole frequentate dai bambini. Nessun tipo di indagine genetica verrà effettuata sui bambini.

Oltre a tener conto dei dati raccolti nello stesso periodo dall’Arpa sugli inquinanti monitorati, un ruolo importante verrà anche svolto dalle dirigenze scolastiche e dai docenti che non solo organizzeranno incontri con le famiglie per illustrare il progetto, ma collaboreranno anche con l’Università di Pisa per la formulazione e presentazione di sussidi informativi e didattici sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sui bambini.

Intanto il 24 giugno scorso, si è tenuto a Lecce un incontro al quale hanno partecipato rappresentanti istituzionali, enti di ricerca, scuole, organizzazioni ambientaliste e studenti universitari.

E’ stata la Prof.ssa Antonella De Donno, responsabile dell’Unità di Lecce impegnata nel progetto, a sottolineare la validità dello studio, precisando come il MAPEC “si proponga di fornire risposte rapide alle problematiche legate al rapporto tra inquinamento e salute e punti, tramite un approccio epidemiologico-molecolare, a rilevare gli effetti precoci e reversibili dovuti all’esposizione ad inquinanti ambientali e quindi a fornire gli strumenti in grado di sostenere le politiche finalizzate alla rimozione di tali rischi”.

Si tratta quindi di uno studio importante, perché basato su principi di condivisione e prevenzione e perché avrà un seguito, non rimanendo fine a sé stesso.


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