‘La Repubblica’: diario shock di un ricercatore ?muoio nell?aula dei veleni?

ROMA – "Diario shock di un giovane ricercatore universitario deceduto a Catania nel 2003 di cancro ai polmoni. Fa parte dell’inchiesta sul laboratorio di farmacia dell’Universita’ etnea. Docenti, studenti, personale tecnico morirono come mosche: strutture inadeguate, ambienti saturi di sostanze pericolose". A riferire pagine del diario del ricercatore di 29 anni deceduto Emanuele Patane’ e’ "La Repubblica" che scrive che Emanuele il suo laboratorio "lo chiamava ‘il laboratorio della morte’". "A Raffaella, la sua fidanzata, a suo padre Alfredo, -scrive ancora- lo aveva detto piu’ volte: ‘Quel laboratorio sara’ anche la mia tomba’. Una stanza di 120 metri quadri, tre porte e tre finestre non apribili, due sole cappe di aspirazione antiche e inadeguate e tutte le sostanze killer, le sue ?compagne’ di studio e lavoro lasciate li’ sui banconi, nei secchi, in due frigoriferi arrugginiti: acetato d’etile, cloroformio, acetonitrile, diclorometano, metanolo, benzene, con vapori e fumi nauseabondi e reflui smaltiti a mano". "Li’ dentro il laboratorio di farmacia dell’Universita’ di Catania nel quale sognava di costruire il suo futuro, Emanuele, ‘Lele’ Patane’, -scrive ancora il quotidiano- negli ultimi due anni aveva visto morire e ammalarsi, uno dietro l’altro, colleghi ricercatori, studenti, professori amministrativi". Come per "Maria Concetta Sarva’, giovane ricercatrice, entrata in coma mentre era al lavoro e -continua- morta pochi giorni dopo; Agata Annino stroncata da un tumore all’encefalo; Giovanni Gennaro, tecnico di laboratorio, ucciso anche lui da un tumore. E poi quella giovane ricercatrice, al sesto mese di gravidanza, che aveva perso il bambino per mancata ossigenazione. E diagnosi di tumori a raffica: per uno studente, per una docente, per la direttrice della biblioteca, per un collaboratore amministrativo. Fino a quando, nel dicembre 2003, e’ toccato a lui. Ad Emanuele, 29 anni, un ragazzone forte e sportivo, laureato con 110 e lode, idoneo all’esercizio della professione farmaceutica, dottore di ricerca, stroncato in meno di un anno da un tumore al polmone".


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