La vita a ostacoli dei piccoli pazienti guariti

ROMA – Hanno meno probabilit? di sposarsi, di avere un lavoro ad alto reddito, un rischio otto volte maggiore di soffrire di malattie croniche di tipo neurologico, endocrino o muscoloscheletrico. E inoltre sono più esposti, rispetto ad altri soggetti sani, di essere colpiti da un secondo ‘evento’. E’ la difficile condizione dei pazienti guariti da tumori pediatrici. Se ne ? parlato oggi in Campidoglio a Roma durante un convegno organizzato dalla Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica (Fiagop) Onlus in occasione dell’ottava Giornata mondiale contro il cancro infantile. La Fiagop ha annunciato che finanzier? un progetto proprio sui "guariti da tumore". "Tutti i rischi che corre il soggetto guarito da tumore infantile – spiega Giorgio Dini, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia pediatrica all’ospedale Gaslini di Genova – ci fanno capire quanto sia importante imparare a proteggere i nostri ragazzi. I controlli sono necessari ma non vogliamo far diventare i guariti dei ‘malati per sempre’. Il progetto ? piuttosto quello di far diventare i bambini malati degli ‘adulti sani’". E’ importante quindi il tipo di comunicazione che viene portato avanti con i malati. "Quando la malattia ? vinta – spiega Dini – bisogna usare la parola ‘guarito’. E quando si affronta all’inizio la malattia, si deve dire ai pazienti e ai familiari che si pu? guarire ma che ci potranno essere anche degli effetti tardivi che si potrebbero ripresentare a distanza di anni". L’esperto ricorda anche l’importanza dei controlli. "Ogni storia clinica di un ex malato richiede una sorveglianza particolare come succede a malati di diabete, cuore o fegato. Usando questi stratagemmi – termina l’esperto – si pu? garantire un futuro migliore a chi ? guarito da tumori infantili".


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