L?allarme in un?indagine pubblicata oggi su ?L?Espresso?: "In Piemonte il record dei tumori infantili" – Il professor Madon ? prudente: "Ma noi registriamo tutti i nuovi casi"

(di Marco Accostato)
TORINO- "In Italia la crescita dei casi di tumore ? a livelli da epidemia, e in Piemonte si scopre un?impennata del 72 per cento del neuroblastoma, del 49 per cento nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23 per cento per le leucemie…".
Un?indagine pubblicata sul numero di oggi de L?Espresso mette il Piemonte in cima alla non invidiabile classifica dei tumori infantili. "Basta guardare i numeri e confrontare i dati degli Anni Ottanta con le analisi più recenti", si legge sul settimanale. Ecco l?allarme: "Se si guarda ai bambini, la statistica diventa angosciante, e il confronto tra la fine degli Anni Settanta e la fine degli Anni Novanta mostra risultati spietati". L?indagine rivela che, se i casi di cancro aumentano purtroppo ovunque, "c?? una concentrazione micidiale in 54 aree d?Italia che comprendono 311 Comuni". E fra questi, più d?uno ? in Piemonte.
La reazione ? prevedibile. Ma il professor Enrico Madon, responsabile del reparto di Oncoematologia all?ospedale infantile Regina Margherita, invita alla prudenza. "C?? sicuramente un aumento dell?incidenza di tumori pediatrici di circa l?1 per cento l?anno, il che ? preoccupante", ma, dice Madon, "non credo che il Piemonte abbia la maglia nera".
Qual ?, allora la spiegazione? "Che in Piemonte – prosegue il professor Madon – esiste un registro tumori. Anzi, il primo registro tumori, che in molte altre Regioni manca".
Le angoscianti statistiche che si leggono oggi su L?Espresso, dunque, sarebbero falsate dal fatto che, mentre la nostra Regione registra tutti i casi, in altre zone d?Italia non esiste un archivio analogo. Come accadde per l?allarme micropolveri ("Torino peggio che Palermo"): si scopr? che, in realt?, Torino stava peggio soltanto perché, in Meridione, il lavoro di registrazione non era così meticoloso come in Piemonte.


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