Le tendenze dei tumori negli adolescenti e nei giovani adulti – Periodo di riferimento: 1995-2000 – Diffuso il: 16 marzo 2006

ROMA – Sono circa 14 mila ogni anno, in Italia, gli adolescenti e i giovani adulti colpiti da un tumore. Aumenta l’incidenza delle neoplasie legate a stili di vita sbagliati, ma la mortalit? ? in calo: nel 2000, nella fascia di et? tra i 15 e i 39 anni, si sono registrati 2.371 decessi, mentre nel 2006 il numero ? sceso al di sotto dei 2.000.
Questi i dati dei tumori adolescenziali e giovanili nel nostro Paese, evidenziati da uno studio epidemiologico realizzato dall’Istat, con l’Istituto superiore di sanit? e Alteg (Associazione per la lotta ai tumori nell’et? giovanile).
I dati sono stati ricordati oggi a Roma in occasione del convegno ‘Uomini domani: affrontare il presente e costruire il futuro degli adolescenti affetti da tumore’, organizzato da Alteg, Sipo (Societ? italiana psiconcologia), Sima (Societ? italiana di medicina dell’adolescenza) e Amgen, che si ? tenuto in Senato. Fra le giovani donne sono più diffusi i tumori della mammella e del collo dell’utero. Negli uomini, invece, sono più comuni il cancro del testicolo e il linfoma non Hodgkin.
In aumento sono anche le neoplasie causate da stili di vita non salutari, come il fumo di sigaretta e l’eccessiva esposizione ai raggi solari: fra queste il tumore della trachea, dei bronchi e dei polmoni e il melanoma maligno della pelle. "Ma se le terapie hanno ormai raggiunto, soprattutto nei pazienti in et? evolutiva, una grande efficacia – ha sottolineato Silvano Bertelloni, vicepresidente della Sima – troppo spesso non si presta la dovuta attenzione alla prospettiva psicologica che riguarda questi malati. Di fatto agli adolescenti viene negata la propria identit?, perché vengono trattati come bambini o come adulti, trascurando tutte le problematiche associate a questa fase della vita. Mancano le strutture, ma soprattutto ancora manca la cultura su questo problema. I medici per primi devono parlare al giovane, coinvolgerlo, costruire con lui il suo percorso di cura che prosegue – conclude l’esperto – anche quando il tumore ? stato sconfitto".
Ma quali sono le priorit? di intervento per garantire ai giovani colpiti da tumore una migliore qualit? della vita? Gli esperti presenti al convegno hanno messo a punto alcune linee di intervento, sia sul piano delle strutture di accoglienza, che sul ‘rapporto’ con l’adolescente malato.
Eccole:
1. Creare strutture o aree pensate ‘ad hoc’ , dove gli adolescenti non siano assimilati a bambini o adulti. Dal punto di vista psicologico e per quanto riguarda le esigenze, gli adolescenti sono molto differenti dai bambini e si sentono lontanissimi da loro. Il dover condividere spazi e attivit? con i più piccoli rappresenta un ulteriore carico psicologico.
2. Strutturare le attivit? ricreative secondo le esigenze e in risposta ai problemi specifici legati alla malattia che colpisce gli adolescenti. I clown in corsia, i cartoni animati e i giochi vanno benissimo per i bambini, ma i teenager hanno altre esigenze, soprattutto quelli colpiti da tumore: internet, musica e videogiochi possono essere una risposta più ‘mirata’.
3. Formare il personale medico, paramedico e i volontari per relazionarsi e interagire con gli adolescenti.
4. Consentire ai giovani pazienti di rimanere il più possibile in contatto con il loro ‘mondo’: amici, scuola, abitudini, anche quando le terapie li portano lontano da casa.
5. Preservare la loro privacy, sia dal punto di vista psicologico che ‘fisico’.
6. Creare un rapporto di collaborazione e una rete di supporto che coinvolga gli adolescenti e le loro famiglie: devono essere messi in grado di affrontate un percorso comune, con una rete di sostegno sociale e psicologico che non pu? finire con il termine della terapia.
7. Coinvolgere i pazienti nelle cure e non tenerli all’oscuro. Evitare di ‘infantilizzarli’ e far vivere loro passivamente la malattia. Allo stesso modo non va loro imposto nulla senza spiegarlo, altrimenti si aumenta il rischio di rifiuto e di chiusura, con effetti che si fanno sentire sulla terapia e sulla qualit? della vita post malattia.
8. Fornire un sostegno psicologico alle famiglie di adolescenti colpiti da tumore. La malattia pu? infatti influire sulle dinamiche relazionali all’interno della famiglia e rappresentare un forte carico psicologico. Bisogna quindi incrementare le attivit? e il supporto psicologico rivolto soprattutto ai fratelli e alle sorelle del malato, che possono sentirsi trascurati e sviluppare gelosia e a volte depressione.
9. Serve una preparazione specifica per apprendere le modalit? di comunicazione più corrette con gli adolescenti.
10. Creare programmi per accompagnare psicologicamente il teenager una volta superata la malattia. Il desiderio di sentirsi uguale agli altri, presente normalmente nell’et? dello sviluppo, ? particolarmente forte in adolescenti colpiti da tumore. Questo pu? portare a comportamenti a rischio (fumare e bere o avere rapporti sessuali senza protezione), che nel caso di giovani che hanno avuto un tumore possono essere particolarmente pericolosi.


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