Leggere – Perchè i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi.

Ho scelto questo libro non tanto per un particolare interesse verso l’autore, Corrado Augias, quanto più per il suo titolo, all’apparenza banale e scontato, ma contrariamente, a mio avviso, ricco di contenuti e significato.
Augias si interroga così: perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? E perché non riusciremo mai a sostituire il piacere che dà la lettura di un libro stampato con le altre possibili forme di lettura “elettronica”?
E con un taglio squisitamente autobiografico, offre uno spaccato della sua vita privata e prova a darsi e a darci delle risposte plausibili e concrete al riguardo.
Inizia dai suoi primi approcci, da studente liceale, con il grandi classici(I Sepolcri di Foscolo, Guerra e pace, I miserabili) ma anche alcuni libri proibiti come L’amante di Lady Chatterley, alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca (la sua preferita anche oggi), all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil, lettura di testi che lo hanno incuriosito, emozionato, sorpreso, allietato
Mi viene in mente, pensando ad Augias che “viaggia” nel tempo con i suoi testi a Marcel Proust che in alcune pagine memorabili della “Ricerca del tempo perduto”, ricorda le sue numerose giornate immerso nella lettura: giornate “accuratamente ripulite dai mediocri incidenti del quotidiano” e riempito di nuove esistenze, di nuove vite, di ogni possibile gioia e sventura, di avvenimenti e sensazioni quasi impossibili da immaginare nel corso di una vita intera. In quella sospensione al di fuori del tempo – “la lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini dei secoli passati…Conversare con uomini d’altri secoli è quasi lo stesso che viaggiare” – Cartesio – Proust osservava, in estasi, il mondo dall’alto. L’incanto di quel volteggiare solitario era una sensazione unica, ma la sua gioia più grande consisteva, una volta tornato alla realtà, di condividerne la bellezza con altri.
L’autore coglie ogni occasione per comunicarci un messaggio fondamentale: le pagine di un libro consentono il volo, sono leggere ma non passeggere. Ci conducono in mondi sconosciuti e ci sollevano a quote che pensavamo inaccessibili. La lettura ci porta in viaggio verso nuove realtà, in dimensioni dove troveremo altri individui che rappresentano, ognuno per ciò che è, un universo a parte, un universo da avvicinare, da accogliere, certi della grande peculiarità rappresentata dal pensiero plurale.
E’ un libro che suscita numerose riflessioni, qualcuna anche amara; per esempio oò capitolo III – “La carta contro la pietra”, in cui l’autore racconta, sviscera, analizza e sottolinea l’enorme importanza che la lettura riveste nella cultura dell’uomo e non di rado alla sua stessa sopravvivenza.
Qui cita un libro, “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, uscito nel 1953, e ci rivela che questa è la temperatura a cui la carta brucia. [..] La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe questo per farci amare la lettura.
Meno si legge, meno la mente si apre e sempre meno difese avremo per dare voce ai nostri pensieri.
Un libro accattivante e sorprendente, sul piacere unico che solo la lettura ci può donare. Sulla sua capacità di aiutarci a conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda, a crescere, a diventare più liberi. Questo piccolo libro è fonte di molte riflessioni e suggerisce molti, altri, libri da leggere.
Infine, Augias vuole sottolineare l’elogio di un certo tipo di lettura, quella silenziosa e attenta, che Petrarca esigeva e Macchiavelli, seppure esiliato e vessato,  non tardava a mettere in pratica, così “si chiudeva nel suo studio per quattro ore, dimenticando ogni affanno e non temendo più né la povertà né la morte”.
E a proposito di “lettura silenziosa e attenta”, voglio segnalarvi un’oasi scoperta proprio attraverso la lettura, di un giornale, questa volta. Io ne sono rimasta affascinata, così come credo la maggioranza di quelli che realmente amano la lettura intesa come la intendeva Kafka “Se il libro che stiamo leggendo non ci colpisce come un soffio di vento nel cranio, perché annoiarsi leggendolo? Un libro deve essere l’ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi” Il libro deve essere l’ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi, un fuoco nel cuore.
Si tratta de “Il Circolo dei Lettori” a Palazzo Graneri della Roccia a Torino.
Un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte ed è il primo circolo italiano esclusivamente dedicato ai lettori.
E’ situato nello storico Circolo degli Artisti, all’interno di Palazzo Graneri della Roccia, ed è innanzitutto un luogo dove leggere, da soli o insieme, e ascoltare leggere, condividere interessi e passioni.
Uno spazio di aggregazione, dove progettare e promuovere iniziative destinate ad incidere sul tessuto sociale torinese, attraverso specifici percorsi rivolti a comunità o quartieri socialmente svantaggiati.
Infine, il Circolo dei Lettori vuole essere una casa, un rifugio in cui raccogliersi per ascoltare una bella pagina o raccontare una buona storia, un punto di riferimento per scrittori e lettori di passaggio in città.
Non è una scoperta fantastica?
Concludo, pensando ed Augias e a chi leggerà il suo libro, con una citazione di Giuseppe Pontiggia, scrittore contemporaneo scomparso nel 2003, amante della lettura, prima ancora che della scrittura che ci aiuta a comprendere ulteriormente il vero valore di quello spesso comunemente è inteso come un “hobby” ma che invece, ha ben altre radici e va ben oltre: “Dobbiamo coltivare la lettura come esperienza che non coltiva l’ideale della rapidità, ma della ricchezza, della profondità e della durata. Una lettura concentrata, amante degli indugi, dei ritorni su di sé, aperta più che alle scorciatoie ai cambiamenti di andatura che assecondano i ritmi alterni della mente e che vi imprimono le emozioni e le acquisizioni”.