Lettera di una maestra

Mi chiamo Patrizia Di Mascolo e sono attualmente un’insegnante in pensione, ma ho insegnato per 15 anni l nel reparto di oncologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Quando ero in servizio i bambini colpiti da malattia passavano con me (cioè nel reparto) mesi e mesi, a volte anni. Inutile dilungarsi sull’impatto psicologico di ricoveri così prolungati e grevi di sofferenze aumentate dalla lontananza dai nuclei familiari. Assistevo senza poter fare molto a padri che passavano le notti in macchina per non lasciare le mogli da sole a combattere battaglie lunghe e piene di terrori, sapevo di fratellini lasciati ai parenti per periodi lunghissimi, di spese affrontate e così via ….non trovo le parole giuste per dare anche solo lontanamente l’idea del mondo di sofferenza nel quale lavoravo.
Poi alcuni genitori che avevano vissuto quell’inferno, in memoria di figli che non ci stavano più e di promesse fatte, hanno speso tutte le loro energie e ben oltre, per far sì che altri vivessero quei momenti con meno difficoltà, che trovassero mani amiche che li sollevavano dai problemi più pratici, che potessero anche piangere su spalle che conoscevano quei dolori, che si sentissero compresi ed accettati, ma che soprattutto trovassero un ambiente sereno, giocoso ed accogliente per i loro figli. Infatti, grazie alla vicinanza con l’ ospedale, i piccoli potevano abbreviare la durata delle degenze e vivere anche vicino ai familiarii che potevano essere ospitati.
Ho visto concretizzarsi un sogno, con il lavoro senza tregua di chi ci credeva, e…il giorno dell’inaugurazione,al taglio del nastro, sguardi di mamme che guardavano soddisfatte il cielo “ce l’abbiamo fatta!”
Tutto questo può sembrare retorico, ma non me ne importa niente: io lo devo dire perché loro non lo diranno mai.
Ci sarebbe tanto, tanto, tanto da dire ma mi fermo qui; quello che continuo a chiedermi da quando ho saputo dei problemi che stanno vivendo, è che mi chiedo come la Regione non si sia voluta accorgere del lavoro sociale svolto da Peter Pan e da quanto risparmio ci sia stato da quando le degenze si sono abbreviate così. E’a riconoscimento di questo che non dovrebbero pagare assolutamente niente per l’affitto di un bene che hanno completamente ristrutturato a misura di bambino malato.


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