Linfomi: Mandelli, la parola del medico al paziente e? parte delle cure

ROMA – Il rapporto del medico col paziente colpito da tumore fa parte della terapia, ne migliora l’esito, ”il paziente e i suoi familiari non devono mai sentirsi soli” e il paziente non puo’ essere considerato solo una voce di spesa per il SSN o di ricavo sulla base dei DRG. Sono le parole commosse di Franco Mandelli, presidente dell’Associazione Italiana Leucemie (AIL) che, quasi a voler giustificare il suo stato d’animo, aggiunge: ”se non fossi commosso non potrei aver fatto per tutti questi anni il mio lavoro”. Ed e’ proprio per parlare ai pazienti che, in occasione della Giornata Mondiale per la Conoscenza dei linfomi, e’ stata presentata la ‘giornata AIL pazienti linfomi’, prevista giovedi’ all’universita’ La Sapienza, seminario interattivo tra medici, pazienti e famiglie, che affrontera’ la patologia con un linguaggio semplice e vicino al paziente. ”Se li aiutiamo a parlare i malati ci chiedono cose che al proprio medico non avrebbero il coraggio di chiedere”, dichiara Mandelli, per questo nei seminari si dara’ ampio spazio non solo all’informazione su diagnosi e terapia, ma anche agli aspetti psicologici della malattia. ”Nei seminari si spieghera’ loro cosa succede nel corso della prima visita – spiega Mandelli – cos’e’ e perche’ si firma il consenso informato”, quali sono le possibilita’ di cura, ottime in Italia, afferma Mandelli, in tutte le regioni, senza nulla da invidiare agli altri paesi. Il rapporto medico-paziente e’ una parte fondamentale del percorso di cura, ribadisce anche Melania Rizzoli, Vicepresidente AIL e autrice del libro ”Perche’ proprio a me? Come ho vinto la mia battaglia per la vita” (Sperling & Kupfer), ”per me medico, scoprirmi ammalata di linfoma e’ stato devastante – racconta – divenuta paziente come gli altri, ho vissuto in prima persona tutte le fragilita’, il dolore, la paura che prima vivevo solo indirettamente come medico. Questa esperienza mi ha fatto capire l’importanza della relazione umana e dell’incoraggiamento dei medici, il sostegno degli infermieri, oltre che naturalmente la fiducia nel progresso della ricerca e delle terapie”.


Articoli Correlati