Medici in trincea in reparto tumori ospedale bimbi

PALERMO – Sono 50 ogni anno i bambini ai quali i medici del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Di Cristina di Palermo diagnosticano un tumore. Si tratta di leucemie, linfomi, tumori al sistema nervoso centrale o di altro tipo. ”Il reparto e’ quasi sempre pieno” spiega Delia Russo, dirigente medico del reparto. Ogni giorno si registrano fra i 30 e i 40 accessi in day hospital. Sono 9 invece i posti letto per la lunga degenza ”Abbiamo cercato di rendere la permanenza nel reparto piacevole per quanto possibile” aggiunge Russo. Pareti gialle e azzurre, poster colorati, sala d’aspetto con tanti giochi e le stanze hanno tutte un letto in piu’ per le mamme dei piccoli pazienti. Da oggi cinque computer con webcam e due stampanti sono a disposizione dei piccoli pazienti. L’aula informatica e’ stata realizzata con il ricavato dalla vendita del cd ”Caro papa’ Natale”, registrato per iniziativa del Credito Siciliano e dell’associazione culturale Claudio Moretti di Erbusco, in provincia di Brescia. Nel cd vi sono melodie natalizie interpretate da cantanti come Fabio Concato, Eugenio Finardi e Povia. Uno psicologo, nel reparto, si occupa di sostenere i bambini, ma soprattutto i genitori dopo la diagnosi della malattia. Si tratta di malattie mortali ma ”grazie alla radio e chemioterapia – spiega Delia Russo – i casi di guarigione da leucemie e linfomi oscillano fra 80 e 90%”. Il centro di Palermo esiste come reparto ospedaliero dal 2001 (prima era solo universitario) e raccoglie l’utenza della Sicilia occidentale. Per la Sicilia Orientale il punto di riferimento e’invece l’unita’di emato-oncologia pediatrica del policlinico di Catania. ”Fino a dieci anni fa il 70% dei bambini cui veniva diagnosticato un tumore qui in Sicilia – continua il dirigente medico – erano costretti ai viaggi della speranza”. Sette i medici impegnati nel reparto del Di Cristina; due biologi si occupano invece di espianti e trapianti di cellule. Ma al momento manca un primario. ”Si aspetta il concorso pubblico” dice Russo.


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