Mesotelioma, diventa curabile un tumore spietato

MILANO – Dopo anni di nuove tecniche chirurgiche e ricerche su nuovi farmaci, il mesotelioma, il tumore del mesotelio (il tessuto che riveste gli organi toracici, addominali, il cuore e i testicoli), diventa curabile. Lo affermano i ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano confrontando i risultati ottenuti dalle istituzioni internazionali che hanno sperimentato le nuove metodiche. ”I malati di mesotelioma peritoneale hanno circa il 60% di probabilita’ di sopravvivere oltre i 5 anni, una probabilita’ praticamente rasente lo zero quando trattati in modo
convenzionale – ha detto il dottor  Marcello Deraco, a capo del gruppo dell’Istituto Nazionale dei Tumori che sperimenta la tecnica della citoriduzione chirurgica  – Una importante percentuale di pazienti possono essere considerati guariti. Tali risultati erano insperati all’inizio dello studio, ma oggi possiamo affermare che il mesotelioma Peritoneale e’ una malattia curabile”. L’esposizione all’amianto, rappresenta la piu’ comune causa di Mesotelioma. L’Italia  con i suoi 2 casi ogni 100.000 abitanti all’anno si colloca in una posizione intermedia di incidenza su scala mondiale. A lungo trattati in modo palliativo con la chemioterapia e con sopravvivenze modeste (media intorno
a 12 mesi) i pazienti possono da anni essere curati con la citoriduzione chirurgica, attraverso una chemio ipertermia intra peritoneale (CIIP), ossia un lavaggio della cavita’ addominale con un liquido caldo (a 42C) in cui sono diluite alte dosi di chemioterapici. Un intervento che dura circa 12 ore.     Ma la ricerca non si ferma. Uno dei risultati conseguiti in questi anni, spiega Deraco, e’ stato individuare l’iperespressione (elevate quantita’) di alcuni recettori che nei mesoteliomi maligni peritoneali come in altri tumori scatenano una serie di meccanismi cellulari che conducono alla crescita del tumore. E’ stato quindi verificato che alcuni farmaci biologici il cui meccanismo consiste nell’inibire questi recettori, sono molto efficaci negli studi sperimentali. I prossimi passi consisteranno nel trasferire sul malato questa ricerca.


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