Morta di tumore a 20 anni; diagnosi in ritardo medici condannati

SASSARI – Sette medici dell?ospedale civile di Sassari (tre neuropsichiatri infantili, tre neurochirughi e un radiologo) sono stati condannati dal giudice delle udienze preliminari per omicidio colposo a pene che variano dagli otto mesi a un anno. Tutti erano finiti sul banco degli imputati per la morte di Sara Corrias, una ventenne di Usini deceduta il 19 aprile del 2002 a causa di un tumore che, secondo l?accusa, era stato diagnosticato troppo tardi. Il giudice ha disposto il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro ai genitori della vittima costituitisi parte civile con l?avvocato Ettore Licheri. Soono stati condannati a otto mesi di reclusione i neurochirurghi Sebastiano Turtas, Martino Carai e Walter Marco Sias, e il radiologo Roberto Da Fiume, mentre ai neuropsichiatri Massimo Tondi, igliola Anna Serra e Luisa Demelas e? stato inflitto un anno. Il calvario di Sara Corrias era iniziato due anni prima della morte. La giovane aveva accusato un forte dolore al collo che la costringeva a tenere la testa inclinata. La Tac non aveva riscontrato niente di anomalo, ma la ragazza continuava a peggiorare. Era stata una risonanza magnetica, un mese dopo il primo esame, a confermare che Sara non era una malata immaginaria. Ma ormai era troppo tardi. La diagnosi sulle condizioni della giovane, secondo l?accusa, arrivo? con 80 giorni di ritardo, quando le condizioni della paziente erano irrimediabilmente compromesse: il tumore aveva compresso troppo a lungo i centri nervosi della respirazione. L?intervento neurochirurgico, eseguito con tecnica ineccepibile ma in extremis, non le salvo? la vita.


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