Neuroblastoma, a Trento si studiano le molecole per sconfiggerlo

TRENTO – Combattere il neuroblastoma, prima causa di morte per malattia nei bambini in et? prescolare. Il Cibio (Centro Interdipartimentale di biologia integrata dell?Universit? di Trento), con il finanziamento della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, condurr? un?attivit? di ricerca specifica al fine di identificare potenziali nuove molecole terapeutiche per la cura del neuroblastoma e di altri tumori solidi pediatrici. Il tutto in base ad un protocollo d?intesa che viene sottoscritto questa mattina nell?ateneo trentino.
In Italia la storia della lotta al neuroblastoma ? iniziata a Genova, verso la fine degli anni ?70, con Bruno De Bernardi che osserv? e cur? presso l?Istituto Gaslini, i primi pazienti; negli anni successivi il suo impegno divenne sempre più assiduo, fino a comprendere l?importanza del ruolo della biologia nella cura del neuroblastoma, che fin dal 1984 ? rappresentata da Gian Paolo Tonini, il cui impegno scientifico ? stato fondamentale per la stesura dei protocolli clinici tuttora applicati ai piccoli pazienti.
Genova, quindi, oltre ad essere per così dire la ?culla? italiana della ricerca sul neuroblastoma, vanta un bagaglio di nozioni biologiche e genetiche su questa patologia, senza pari in Italia; grazie anche al contributo di ricercatori e clinici che si sono affiancati negli studi, quali: Alberto Garaventa, Massimo Conte, Paolo Montaldo, Katia Mazzocco, Vito Pistoia, Luigi Varesio, Jean Michon, Manfred Schwab, Andy Pearson e altri ricercatori europei.
Un contributo allo studio del neuroblastoma a partire dagli anni ?90 ? stato fornito dall?Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma che ha sostenuto e finanzia tuttora, attraverso la sua Fondazione, giovani ricercatori anche all?estero. Dalla fine degli anni ?90 – per coordinare il lavoro di ricerca dell?Istituto Gaslini, dell?Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e del Centro per le Biotecnologie Avanzate, nasce l?idea del Polo Oncologico sul Neuroblastoma e i Tumori Solidi Pediatrici, idea diventata oggi realt? con un primo nucleo rappresentato dal ?Laboratorio di ricerca sul Neuroblastoma?, attualmente ubicato presso il Centro Biotecnologie Avanzate di Genova e attorno al quale ogni giorno gravitano 50 ricercatori fra biologi, genetisti e clinici.
Proprio grazie a questo ?nucleo?, ? stato ottenuto un risultato molto importante a livello genetico, che identifica il ruolo di una regione cromosomica nello sviluppo del neuroblastoma. Questo studio ? stato condotto da Patrizia Perri, il primo ?cervello? italiano che l?Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ha fatto rientrare dall?estero affinch? la ricerca sul neuroblastoma potesse beneficiare della sua esperienza specifica. Ma numerosi sono i ricercatori italiani all?estero, in attesa di poter rientrare in Italia e lavorarvi con adeguati riconoscimenti. Ad esempio ? il caso di Maria Serena Lo Piccolo, attualmente allo ?Sloan Kattering? di New York, dove, grazie al sostegno dell?Associazione, ha potuto sviluppare una ricerca per tre anni.


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