Neuroblastoma, l?Italia scopre la proteina complice

ROMA – Si chiama "Alk" ed e’ una proteina la possibile complice, nel 90% dei casi, del
neuroblastoma nei giovanissimi, il tumore che colpisce il sistema nervoso periferico e che miete vittime soprattutto tra i bambini. In Italia, infatti, la malattia registra 120 nuovi casi l’anno e nel 70% di questi al momento della diagnosi il tumore ha gia’ prodotto metastasi. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Cancer Research, e’ da attribuire al lavoro di Lorena Passoni e Roberto Luksch, del reparto di oncologia pediatrica Fondazione Ircss – Istituto nazionale dei tumori di Milano. La ricerca, svolta nei tessuti tumorali di 82 pazienti, ha dimostrato che inibendo "Alk", nei casi della malattia a uno stadio avanzato, le cellule malate muoiono. L’eta’ della diagnosi e’ appena due anni e il tumore colpisce di solito i bimbi sotto i sette anni. "Alk e’ un recettore cellulare- spiega Lorena Passoni- gia’ entrato nella lista dei sospetti perche’ le mutazioni a suo carico erano stati legati ad alcuni casi di neuroblastoma". Proseguendo nello studio, i ricercatori si accorgono che "la proteina e’ in eccesso nelle cellule tumorali e che le quantita’ crescono all’aggravarsi del tumore, arrivando al 90% dei pazienti con malattia avanzata e metastatica". Secondo i ricercatori, l’ipotesi su cui poggia lo studio e’ che "Alk dovrebbe avere un ruolo importante durante lo sviluppo embrionale, probabilmente nella formazione del sistema nervoso. Ma poi, dopo la nascita, dovrebbe smettere di funzionare, cosa che non accade nei malati per motivi non noti. Cosi’ facendo probabilmente apre le porte al cancro". Attualmente a Philadelphia sono in programma sperimentazioni cliniche su pazienti che hanno la forma mutata di Alk. La scoperta italiana potrebbe, quindi, estendere lo studio a un numero maggiore di bambini.


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