No smoking be happy, parte la campagna nelle scuole

MILANO – “Mia madre fuma. E’ fissata coi cibi sani poi lei fuma a tavola”, “La mia mamma fuma. Quando mi bacia mi viene la nausea”. Sono questi alcuni degli slogan che verranno lanciati nelle scuole di tutta Italia durante la campagna ‘no smoking be happy’ della Fondazione Umberto Veronesi. Il focus e’ in particolare sulle donne, una fascia della popolazione che fuma sempre di piu’ (4.4 milioni di fumatrici) e spesso si avvicina alla sigaretta prima dei 14 anni. Il 54[[%]] delle fumatrici fuma sapendo benissimo che le sigarette fanno male. Il 56[[%]] lo fa per avere un momento di relax. Secondo la meggior parte delle donne (66[[%]]) le attivita’ antifumo piu’ efficaci sono le iniziative di informazione e di educazione di massa. Questi e altri dati arrivano da un’indagine di Astra Ricerche su un campione di 732 donne dai 14 ai 64 anni di tutta Italia, per scoprire motivi e opinioni sul tabagismo. Si delinea il ritratto di una fumatrice laureata e con un reddito medio alto, che abita prevalentemente in citta’, con il Lazio capofila fra le regioni italiane. E un 36[[%]] che fuma per conformismo, per stare in compagnia: un contagio legato al fatto di vivere a stretto contatto con fumatrici (solo il 19[[%]] vive in ambienti dove nessuna donna fuma). Da questi risultati e’ partita la campagna ‘no smoking be happy’, presentata a Milano e promossa dalla Fondazione e dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori.Cardine dell’iniziativa e’ la formazione dei bambini fra gli 8 e i 12 anni perche’ diventino ‘no smoking coach’ convincendo i genitori a smettere di fumare. La campagna e’ gia’ partita nelle scuole di Lombardia, Lazio e Sicilia coinvolgendo 3.500 studenti. Dopo i laboratori educativi sui danni del fumo, per 3 anni si terranno dei workshop dedicati agli insegnanti per una formazione permanente nella vita di classe. Infine i ragazzi diventeranno formatori attivi per sensibilizzare i genitori, anche attraverso il sito internet www.nosmokingbehappy.it. “Vogliamo convincere i genitori a smettere di fumare – spiega Paolo Veronesi,
presidente della Fondazione – come segno di rispetto versi i propri figli, e giocare sulla prevenzione nelle scuole. Considerando l’eta’ sempre piu’ giovane in cui i nostri figli iniziano a fumare – conclude Veronesi -, pensiamo che fin dalle scuole elementari sia necessario educare i bambini ai danni del fumo sottraendoli ai modelli negativi con i quali si confrontano sia dentro che fuori casa”.


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