Nuova cura della malattia veno occlusiva epatica grave

Il primo e unico farmaco utile per il trattamento di questa grave patologia in adulti e bambini di oltre 1 mese di età sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche

Frutto della ricerca italiana, defibrotide è stato presentato al 40° Congresso Annuale della European Society for Blood and Marrow Transplantation (EBMT) 2014

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (TCSE) è la terapia standard per curare i pazienti con tumori maligni del sangue, alcuni tumori solidi e in caso di patologie non maligne, come gravi emoglobinopatie. Purtroppo una delle complicazioni di questo intervento è rappresenta dalla malattia veno occlusiva epatica (VOD), che nella sua forma più grave è associata ad una mortalità che in alcuni casi supera l’80%. “La VOD grave è una malattia complessa, imprevedibile, con un notevole impatto per pazienti, medici e risorse sanitarie. Per queste ragioni è necessario un intervento precoce e concreto atto a salvare il maggior numero di vite e limitarne il più possibile gli effetti. Defibrotide è un farmaco da lungo atteso dagli specialisti per intervenire contro questa grave complicanza del trapianto” ha dichiarato Mohamad Mohty, presidente eletto dell’EBMT e professore di Ematologia al Saint-Antoine Hospital e all’Università Pierre & Marie Curie di Parigi. La VOD grave, caratterizzata da aumento di volume del fegato, associato a dolore, ittero, ritenzione di liquidi, ascite, insorge usualmente entro 30 giorni dopo il trapianto; l’evoluzione è verso l’insufficienza funzionale multi-organica, con coinvolgimento di altri organi come reni e polmoni, e la morte sopravviene con una frequenza molto elevata in assenza di trattamento. “La precocità dell’intervento terapeutico è cruciale per ottimizzare le probabilità di successo – ha spiegato Franco Locatelli, Direttore del dipartimento di onco-ematologia pediatrica e medicina trasfusionale presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma – Stante questa evoluzione, nel tempo, sono state impiegate diverse strategie di intervento con agenti antitrombotici, in associazione a terapia anticoagulante, ma i farmaci impiegati sono spesso risultati eccessivamente rischiosi”. “La condizione ideale sarebbe quella rappresentata dalla disponibilità di un farmaco in grado di proteggere le cellule endoteliali dei vasi sinusoidali del fegato, senza compromettere gli effetti della terapia citotossica e senza importanti effetti anticoagulanti sistemici. Defibrotide sembrerebbe rappresentare tutto questo” ha aggiunto Fabio Ciceri, Direttore dell’unità di ematologia e trapianto di midollo osseo dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano.

Identikit del Defibrotide. “E’ il primo farmaco approvato in Europa per il trattamento della sVOD, un importante svolta per pazienti con questa malattia potenzialmente letale – ha detto Bruce C. Cozadd presidente e CEO di Jazz Pharmaceuticals plc – Il lancio europeo di questo farmaco rappresenta un passo importante nell’integrazione di Jazz Pharmaceuticals e Gentium, dopo l’acquisizione all’inizio di quest’anno e consolida il nostro obiettivo di fornire terapie altamente differenziate per le necessità dei pazienti in ambito ematologico e oncologico”. Per valutare la validità del farmaco è stato condotto uno primo studio pivotale per evidenziarne l’efficacia nella cura della VOD grave in pazienti sottoposti a TCSE. L’indagine ha valutato il farmaco confrontandolo con un gruppo di pazienti che aveva ricevuto una terapia di supporto standard. In questa analisi si sono dimostrati i vantaggi di defibrotide con ben il 52% in più di pazienti sopravvissuti oltre i 100 giorni dopo il trapianto rispetto al gruppo di pazienti che non ne hanno usufruito (38,2% nel gruppo defibrotide, rispetto al 25% di controllo storico). Nello studio clinico, il 23,5% dei pazienti trattati con il nuovo farmaco ha ottenuto una risposta completa dopo 100 giorni dal trapianto, rispetto al 9,4% di quelli che non ne hanno usufruito. Questi dati positivi sono stati confermati sia dalle analisi di uno studio di fase 2 per la definizione del dosaggio, che da quelli del programma internazionale di uso compassionevole; inoltre sono stati avvalorati da una analisi preliminare (subset di pazienti con VOD) di un’indagine in aperto Investigational New Drug (IND) in corso negli Stati Uniti. L’approvazione europea di defibrotide in pazienti con VOD è stata favorita dai risultati di un registro indipendente statunitense. Possiamo dire che il farmaco è ben tollerato a tutte le età. Nello studio pivotale di fase 3 le reazioni avverse al nuovo farmaco sono risultate simili a quella nel gruppo di controllo storico e tra le più frequenti vediamo emorragie, ipotensione e disturbi della coagulazione. (GIOIA TAGLIENTE)


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