Oncologi a confronto su progressi terapie

ROMA – Oncologi italiani a confronto
in questi giorni per discutere dei successi ottenuti nel trattamento
del tumore del colon-retto e di come continuare a progredire nella
lotta contro il secondo dei ‘big er’ utilizzando al meglio le
strategie terapeutiche disponibili. L’occasione è la partenza a Roma
di una serie di seminari organizzati in varie città per presentare i
risultati delle più importanti ricerche nazionali e internazionali
sulle terapie oncologiche a bersaglio molecolare.
      Il tumore del colon-retto – ricorda una nota – è una delle
neoplasie per le quali negli ultimi anni, grazie alla diagnosi precoce
e ai progressi della ricerca scientifica, si è registrato un
miglioramento delle prospettive per i pazienti. Questo innanzitutto
grazie allo screening, con l’intervento chirurgico e con i farmaci.
L’aggiunta dei medicinali a bersaglio molecolare all’armamentario
terapeutico ha infatti contribuito in maniera determinante a questi
risultati. È il caso ad esempio del contributo apportato da
bevacizumab che, utilizzato in associazione con i chemioterapici, ha
portato a un aumento della sopravvivenza fino a 3 anni, e a una
sopravvivenza libera da malattia di un anno. “Sono risultati
inimmaginabili fino a poco tempo fa e corrispondono a un incremento di
sei mesi della sopravvivenza generale, ovvero a un incremento di
efficacia della terapia di circa il 20-30%”, afferma Enrico Cortesi,
professore di Oncologia medica alla Sapienza Università di Roma.
      Secondo Fairooz F. Kabbinavar, ricercatore della Ucla David
Geffen School of Medicine di Los Angeles e autore di alcune delle più
importanti ricerche sulle terapie oncologiche a bersaglio molecolare,
“oggi bevacizumab, insieme alla chemioterapia, è considerato nella
pratica clinica americana la migliore opzione terapeutica per il
trattamento del carcinoma metastatico del colon-retto per tutti i
pazienti, ad eccezione di quelli che presentano controindicazioni per
questo farmaco. Numerosi trial clinici dimostrano l’efficacia di
questo farmaco in aggiunta alla chemioterapia nel trattamento di prima
linea del tumore del colon-retto in fase metastatica. La sua efficacia
è dimostrata con tutti i chemioterapici e rispetto a tutti i pazienti,
indip entemente da alcune caratteristiche che possono essere
presenti nel momento dell’esecuzione del trattamento, ad esempio
l’età”.


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