Ospedale Meyer: ritrovare la speranza

Inizia domani Corso di Psico-oncologia al Meyer. ? uno dei primi in Italia per formare medici, operatori, genitori e volontari.Otto bambini su dieci di coloro che oggi vengono curati per un tumore, guariranno. Sono bambini che vivono un percorso difficile fatto non solo di chemioterapia e ricoveri, ma anche di consapevolezza della diagnosi e del percorso sanitario a cui vengono sottoposti, con le peculiarit? legate alla et?. Bambini che guariscono nel corpo e che sempre di più hanno bisogno di un appoggio psicologico. Per rispondere a questa esigenza domani all’Ospedale Pediatrico Meyer si apre il Corso di Formazione in Psiconcologia Pediatrica "Ritrovare la speranza", organizzato dal Dipartimento di Oncoematologia e Cure Domiciliari del Meyer e dall’Associazione Noi per Voi per il Meyer Genitori contro le leucemie e tumori infantili. Si tratta di uno dei primi che vengono promossi in Italia proprio per formare psicologi, medici, infermieri, studenti universitari, volontari sotto questo profilo. "Il poter avere un supporto psicologico – spiega Maurizio Aric?, Direttore del Dipartimento – ? fondamentale sia per i bambini che per i genitori, per affrontare al meglio non solo la malattia ma anche le varie fasi della cura, spesso complesse e a tratti dure". Come spiega D?sir?e Caselli, responsabile di Trapianti di CSE e Cure Domiciliari, la necessit? di un supporto di questo tipo nasce da un fatto positivo: la cura della malattia oncologica in et? pediatrica ha risultati sempre migliori rispetto a quella degli adulti. Quindi tanti bambini guariscono, diventano grandi e possono risentire psicologicamente delle esperienze collegate alle cure cui sono stati sottoposti da piccoli. La psico-oncologia ci consente di aiutare ad affrontare – e possibilmente risolvere – i problemi psicologici che la malattia crea non solo nel bambino, ma anche all’interno della famiglia. Il bambino ammalato di un tumore pu? avere difficolt? ad affrontare solo con l’aiuto dei genitori il suo difficile vissuto. Un adeguato appoggio psicologico pu? essere di grande aiuto. Le reazioni possono essere molto diverse: dalla paura di tutto, alla sensazione di invincibilit?. Un aspetto particolare ? poi quello del trapianto di midollo, in cui oltre alle problematiche legate alla malattia ci sono quelle legate all’isolamento: in generale il bambino e un suo familiare vengono isolati per un periodo di tempo che si aggira sui 20 giorni. Si tratta, quindi, di problematiche particolari che vanno conosciute ed affrontate da operatori preparati . Da qui l’importanza del Corso che intende formare in modo approfondito tutti gli attori che interagiscono con il bambino affetto da malattia oncologica.


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