Poesie e favole come cura per i bambini (e non solo)

Le esperienze dei due reparti di Ematologia del San Gerardo di Monza. Poeti e letture di racconti possono contribuire ad alleviare il senso di solitudine e dare voce al dolore

di Ruggiero Corcella

Poesie e favole in aiuto dei bambini: dei piccoli malati di leucemia, tumori solidi, patologie ematologiche e immunologiche, ma anche dei figli di pazienti adulti. Due iniziative, avviate rispettivamente dall’Oncoematologia pediatrica e dall’Ematologia (adulti) dell’ospedale San Gerardo di Monza. La prima ha portato ai bimbi in corsia l’esperienza dei Talleres de Poesia (Laboratori di Poesia) del prete-poeta-rivoluzionario Ernesto Cardenal in Nicaragua, dove l’Oncoematologia di Monza (allora diretta da Giuseppe Masera) aveva avviato un programma di cooperazione internazionale con il Centro di Oncologia «La Mascota» di Managua. Quell’esperienza, condotta dalla poetessa Antonetta Carrabs, ha fatto da apripista a «Poeti fuoriStrada», un progetto più ampio che potrà coinvolgere altre città.

I poeti Antonetta Carrabs, a Monza, e Milton Fernandez, a Milano coordineranno assieme a Giuseppe Masera i primi due laboratori-campione, supportati di «facilitatori»: poeti e non poeti, scrittori e volontari selezionati che si impegneranno a beneficio di bambini e giovani adulti affetti da importanti patologie, di anziani e di persone con situazioni di grave disagio. L’intenzione di Masera è poi di «misurare» anche scientificamente i risultati ottenuti, attraverso questionari. Del valore terapeutico della fiaba è convinto anche il gruppo di ematologhe e psicologhe che – con l’aiuto dell’associazione Luce e Vita, della Fondazione Monza e Brianza e del San Gerardo di Monza – hanno dato vita al «Progetto Emanuela» (in ricordo di un bambina leucemica). Ai malati si dà la possibilità di far venire i figli (di qualsiasi età) in ospedale perché possano stare accanto ai genitori. La malattia viene descritta ai bimbi attraverso un racconto. E con l’ausilio delle favole, poi, si aiutano i genitori a capire meglio che cosa i bambini stanno vivendo.


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