Ponte tra Napoli e gli Usa per la ricerca sul melanoma

NAPOLI – Nasce un ponte tra Napoli e gli Stati
Uniti per lo studio e la ricerca sul melanoma. Grazie alla
straordinaria capacita’ di attrarre ”cervelli”
dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ”G. Pascale”, il
6e il 7 dicembre si riuniranno a Villa Doria D’Angri piu’ di
150 esperti da tutto il mondo nel convegno internazionale
”Melanoma Research: a bridge Naples-USA”, per fare il punto
sulle ultime terapie per sconfiggere uno dei tumori piu’
aggressivi. Clinici e ricercatori discuteranno per definire
strategie innovative.
   Ogni anno nel nostro Paese si registrano 7000 nuove
diagnosi (in Campania 400) e 1500 decessi per melanoma.
”L’incidenza di questa neoplasia – afferma Paolo Ascierto,
Direttore dell’Unita’ di Oncologia Medica e Terapie
Innovative del ‘Pascale’ – e’ cresciuta ad un ritmo superiore
a qualsiasi altra (negli ultimi 10 anni infatti si e’
registrato un incremento di circa il 30%), ad eccezione di
quelle maligne del polmone nelle donne. E l’eta’ dei malati
si sta abbassando progressivamente. Le cause sono da
ricondurre ad abitudini sbagliate nell’esporsi al sole, agli
eritemi accumulati durante l’infanzia e all’uso delle lampade
abbronzanti, equiparate al fumo sigaretta per rischio
cancerogeno”.
   Anche negli Stati Uniti, dove ogni anno si registrano
circa 68mila nuove diagnosi, questo tumore e’ uno tra i piu’
frequenti nelle persone di eta’ compresa tra i 15 e i 29
anni.
   Tra i relatori del convegno, Francesco Marincola,
Direttore della Sezione malattie immunogenetiche e infettive
presso il National Institutes of Health (NIH) di Bethesda
(USA), il secondo scienziato piu’ citato al mondo per le sue
ricerche sul melanoma con oltre 350 pubblicazioni. ”Per la
prima volta dopo 30 anni – spiega  -, nel 2010 abbiamo
assistito a una svolta nella lotta contro questa forma di
cancro grazie alla dimostrazione, da parte di ampi studi di
Fase III, che l’immunoterapia e’ efficace nel migliorare la
sopravvivenza. E’ necessario ricorrere alla combinazione di
terapie che possano attaccare la malattia da diversi fronti.
La sfida da vincere e’ quella di cronicizzare la neoplasia,
cosi’ come avvenuto in passato con l’HIV e con altre
patologie infettive come la tubercolosi. Le difficolta’ che
affrontiamo sono rappresentate da una incompleta e
frammentata comprensione del tumore e della sua biologia
immunitaria”.


Articoli Correlati