Quaranta morti sospette Il poligono sotto accusa

NUORO — Più di 40 morti per tumore, il 65% dei pastori colpiti da leucemie e linfomi, bimbi nati con malformazioni, centinaia di agnelli con due teste, sei zampe, un solo occhio e altre deformazioni: la chiamano «sindrome di Quirra», dall’omonima base militare sulla costa sudest della Sardegna. Dopo decenni di sospetti la Procura della Repubblica di Lanusei ha aperto un’inchiesta. Reati gravi: omicidio plurimo, omissione d’atti d’ufficio per mancati controlli sanitari, inquinamento ambientale. Sono stati gili del fuoco per acquisire documenti sugli ultimi 25 anni di esercitazioni ed effettuare rilievi sulla radioattività.

Gli accertamenti sono partiti dopo la pubblicazione di un rapporto dei servizi veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei su 60 allevamenti e, pare, in seguito alla segnalazione di una madre: il figlio di 17 anni si è ammalato di una forma di tumore, rarissima per l’età. L’inchiesta giudiziaria sarà complessa e non sarà facile neanche accertare quante persone sono decedute: almeno 40 civili e 23 militari, assicura il Comitato pacifista «Gettiamo le basi». L’ultimo appena una settimana fa: Alessandro Bellisai, 28 anni, meccanico carrista della Brigata Sassari, stroncato da un tumore emolinfatico diagnosticato al rientro dall’Afghanistan (ma era stato anche a Quirra).

La base, 12 mila ettari, la più grande d’Europa, è stata realizzata nel ’56. È comandata da un generale di brigata dell’aeronautica, ma utilizzata anche da esercito e marina. Ha un poligono a terra nella zona di Perdasdefogu e uno a mare a Capo San Lorenzo su 2 mila ettari e 40 chilometri di coste. Nei poligoni vengono effettuati lanci di missili e razzi, sperimentati proiettili sparati da carri armati e aerei. Sulle coste si svolgono esercitazioni aeronavali con sbarchi di truppe d’assalto. Il ministero della Difesa affitta la base per 1 milione e 200 mila euro al giorno anche alla Nato e a Paesi membri, in passato anche alla Libia.

Le autorità militari hanno sempre negato un collegamento fra le attività della base e l’anomala diffusione
di tumori e leucemie. Nel 2003 ci fu una smentita ufficiale del ministero: «L’origine dei tumori deve essere
attribuita a una miniera di arsenico dismessa». Ma Maria Antonietta Gatti, medico dell’università di Modena
e consulente del ministero della Difesa nella commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito,
è di diverso parere: «Le leucemie sono causate da nanoparticelle sprigionate durante test bellici».(Alberto Pinna)


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