Relazione Prof. Locatelli – Giornata Mondiale Contro il cancro infantile

CONVEGNO

Combattere i Tumori Infantili: le Sfide del Futuro

Comune di Roma – Sala della Protomoteca

Relazione : “ La ricerca in oncoematologia pediatrica” 
Franco Locatelli

 

Professore Ordinario di Pediatria, Università degli Studi di Pavia,
Direttore Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica, IRCCS Ospedale Bambino Gesù, Roma

  

Celebrare anche quest’anno la Giornata dedicata alla cura dei tumori del bambino offre una straordinaria opportunità per formulare riflessioni di carattere generale sul valore insostituibile della ricerca scientifica biomedica.
Pochi dubbi, infatti, che se per numerose malattie neoplastiche si è assistito ad un radicale cambiamento di prospettiva prognostica, con una transizione da patologia infausta in poco tempo nella maggior parte dei malati a condizione eradicabile nella larga parte di coloro che ne soffrono, lo si deve principalmente ai formidabili progressi ottenuti dalla ricerca biomedica.
La comprensione dei meccanismi molecolari che sott ono alle diverse forme di tumore ha consentito di ottimizzare l’approccio terapeutico alle malattie tumorali, apr o per numerose condizioni neoplastiche l’era delle terapie mirate a bersagli molecolari ben definiti, con ovvia e conseguente possibilità di agire selettivamente sulle cellule cancerose risparmiando i tessuti normali di un soggetto malato.
Parimenti, l’identificazione di marcatori biologici prognosticamente rilevanti ha permesso di modulare l’intensità del trattamento in funzione del rischio clinico del malato, riservando con ciò le terapie più aggressive e più complesse solo a coloro che davvero necessitano di approcci intensivi.
Abbiamo, in altri termini, assistito negli ultimi anni ad una trasformazione-spostamento da quella che poteva definirsi un’
oncologia organizzata, con molti elementi di pregio e merito, ma, per definizione, non dotata di capacità di adattamento attivo e flessibilità assoluta, verso un’oncologia personalizzata ancora più mirata sui bisogni e le caratteristiche del singolo malato.
A questo mutamento epocale hanno indiscutibilmente contribuito la creazione di 
networks di ricerca, assai spesso a valenza internazionale, nel cui contesto si sono poi sviluppati modelli virtuosi di metodologia della sperimentazione clinica, rigorosamente condotta e valutata con spirito critico.

Fra tanti esempi che si potrebbero citare a testimonianza degli enormi progressi osservati nel settore dell’oncologia, spicca per eccellenza di risultati e capacità di collaborazione attiva e fruttuosa fra diversi centri di eccellenza sparsi in tutto il territorio Italiano, il modello dell’oncologia pediatrica.
I tumori del bambino e dell’adolescente sono sempre più efficacemente curati, con percentuali di guarigione per molte patologie superiori all’80%, principalmente grazie alla presenza nel nostro Paese di un 

network scientifico, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP), che trae beneficio dall’impiego di infrastrutture informatiche per la raccolta, gestione ed analisi dei dati clinici, dalla creazione di laboratori di diagnostica citologicamolecolare, di terapia cellulare, e dall’impiego di protocolli terapeutici uniformi attraverso i quali è possibile la conduzione di trials clinici controllati.
La ricerca traslazionale, così come l’approccio multidisciplinare e olistico ai bisogni del malato, permeano in fruttuosa sinergia l’attività clinica rivolta al bambino e all’adolescente con patologia oncologica, costitu o riferimento più generale per il progresso dell’assistenza al malato con tumore in Italia.
E se il nostro Paese vorrà continuare a godere di un’assistenza sanitaria ancora oggi da molti invidiata dovrà necessariamente continuare a guardare con particolare attenzione alla ricerca biomedica, dedicandovi risorse ed investimenti che, per definizione, non sono mai dispersi se impiegati in funzione del merito scientifico, con valorizzazione delle capacità e competenze soprattutto tra i più giovani.
Se principalmente alle Istituzioni nazionali e regionali dovrebbe essere demandato questo compito di supporto alla ricerca accademica nel senso più largo del termine intesa, è innegabile come ognuno possa e debba, nelle sue possibilità, supportare la ricerca biomedica.
Lo sforzo che att e tutti negli anni a venire è non meno formidabile di quello con cui ci si è in passato confrontati, ma l’impegno nel sostegno e nel supporto alla ricerca biomedica in campo oncologico non dovrà mai mancare, ma, al contrario, restare prioritario per continuare a perseguire quel 
sogno, ma non utopica fantasia, che ogni singola malattia tumorale possa, un giorno, diventare in ogni singolo paziente eradicabile e guaribile. 


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