Ricerca: Centro del fegato, visita Rosolen e Kosic

BASOVIZZA – Quattromila pazienti nell’ultimo anno di attivit?, un terzo dei quali provenienti da fuori regione. Il Centro per lo studio delle malattie del fegato di Trieste, recentemente costituito in Fondazione, la prima del genere in Italia, ? una realt? di eccellenza a livello nazionale. L’unica capace di coniugare la ricerca con l’assistenza clinica, studiando, diagnosticando e curando patologie di diversa complessit?: dall’ittero neonatale al fegato grasso, dall’epatite ai tumori. Due le strutture in cui opera. Da un lato l’ospedale di Cattinara, ove vengono effettuate le viste ai pazienti. Dall’altro alcuni laboratori a Basovizza, sul Carso triestino, nel comprensorio dell’AREA Science Park, ove operano 18 ricercatori di sette diverse nazionalit?, e ove questo pomeriggio il direttore del Centro, professor Claudio Tiribelli, ha incontrato gli assessori regionali alla Ricerca, Alessia Rosolen, e alla Salute e Protezione sociale, Vladimir Kosic. Una visita conoscitiva di una realt? importante, perché le malattie del fegato rappresentano oggi la quinta causa di morte a livello mondiale. Una realt? che opera da cinque anni, con un trend di crescita del 30 per cento ogni anno, e che ora ? destinata a ricevere nuovo impulso dalla costituzione in Fondazione, cui concorrono Fondo studi fegato, Regione, Area di Ricerca, Azienda ospedaliero universitaria di Trieste e di Udine, Universit? di Trieste e Centro di biologia molecolare. Di rilevo, inoltre, la collaborazione con la Bracco, leader nel mondo per i mezzi di contrasto, e il rapporto stretto con il Cro di Aviano e con il Centro trapianti di Udine, oltre a diversi centri nazionali ed internazionali. Nel corso del colloquio, seguito alla visita dei laboratori e all’incontro con i giovani ricercatori, sono state esaminate le prospettive di ulteriore crescita della Fondazione. In particolare si ? discusso delle opportunit? di allargare la base societaria, ad esempio coinvolgendo Regioni vicine, allo scopo di
poter accrescere la possibilit? di fare investimenti a più lungo respiro e di attrarre i ricercatori  migliori. Il prof.Tiribelli ha anche illustrato l’attivit? del Centro a favore di diversi Paesi in via di sviluppo, tra cui Argentina e Vietnam, ed ha informato gli esponenti regionali sull’interesse a collaborare manifestato dall’Accademia di medicina della Cina.


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