Rifiuti: Rapporto, in Campania meno tumori della media paese ma e? piu? bassa aspettativa vita e piu? alta mortalit? oncologica

NAPOLI – Una regione giovane, la piu? giovane d?Italia, e con un tasso di natalita? tra i piu? alti (11,3 per mille nel 2004 a fronte del valore nazionale del 9,7) in cui il tasso di incidenza oncologica e? piu? basso rispetto alla media nazionale. Sono alcuni degli aspetti che concorrono a tracciare la fotografia dello stato di salute della Campania secondo il rapporto elaborato dal commissariato di governo per l?emergenza rifiuti ?Salute e rifiuti in Campania? sulla base dei dati raccolti dal sistema informativo sanitario regionale. Il rapporto vuole sgombrare il campo, pur riservandosi ulteriori studi, dalla tesi che in Campania ci sia un nesso tra rifiuti e tumori. Nel periodo 2000-2005, infatti – si legge – il registro tumori campano ha rilevato un tasso di incidenza di 495 casi per 100.000 per gli uomini e di 340 casi per 100.000. Il pool del registri tumori italiani ha rilevato a livello nazionale per il periodo 2000-2003 e per tutti i tumori considerati nel loro insieme un tasso di incidenza di 580 casi per 100.000 per gli uomini e di 409 casi per 100.000 per le donne. ?Questi dati – si sottolinea nel rapporto – sgombrano il campo dal timore che piu? di una volta affiora nella popolazione: la presenza di un?emergenza cancro sul territorio legata all?emergenza rifiuti?. Tuttavia se da un lato vengono rilevati tassi di incidenza oncologica piu? bassi rispetto alla media nazionale, sono piu? alti i tassi di mortalita? oncologica: cio? si spiega con una sopravvivenza oncologica molto piu? bassa rispetto al pool dei registri tumori italiani. Per il resto il quadro si presenta variegato. Lo stile di vita non e? dei migliori: quasi un cittadino campano su due conduce una vita sedentaria, piu? di uno su quattro fuma e l?obesita? in Campania ha valori piu? alti che nel resto del Paese. Per contro il consumo di alcol e? sotto la media nazionale e la speranza di vita per chi nasce in Campania e? un po? piu? bassa che altrove attestandosi a 77,4 anni per gli uomini (la media in Italia e? 78,6) e 82,9 per le donne (84,1 la media nazionale). C?e? un eccesso di mortalita? per malattie cardiovascolari che si spiega con un eccesso di fumatori, obesita?, dieta scorretta e scarsa attivita? fisica; cosi? come l?eccesso di mortalita? per cancro al polmone corrisponde bene all?alta proporzione di fumatori, mentre l?eccesso di cancro al fegato e? legato all?endemia di epatiti croniche da virus B e C. La mortalita? infantile e? in calo, anche se rimane una delle piu? elevate in Italia. Non c?e? un incremento significativo dei ricoveri per patologie acute ma rimane elevato il ricorso al parto cesareo e sono giudicate troppe visite ed ecografie. Non c?e? stato un aumento delle malformazioni congenite negli ultimi 10-15 anni con l?eccezione di una crescita dei casi di ipospadia. Tornando al rapporto salute – rifiuti uno studio recente svolto nelle province di Napoli e Caserta suggerisce un legame tra inquinamento ambientale e alcune malformazioni. Uno studio – si spiega – difficile da interpretare perche? non si basa sull?analisi individuale di ogni singolo neonato o la sua mamma. Le ricerche considerate confrontano aggregati, in questo caso la frequenza di malformazioni e l?indice di inquinamento nei diversi comuni. ?Si tratta comunque di indagini importanti perche? generano ipotesi che possono poi essere confermate o meno da altri studi che avranno il compito di approfondire. Ma di fatto in Campania non c?e alcun dato reale che possa configurarsi come incremento nel tempo o nello spazio di malformazioni. Nulla che possa indurre le persone o la struttura sanitaria a prendere in esame provvedimenti di salute pubblica, neppure di massima cautela?. I dati forniti dall?Aieop (Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica) dal 2003 al 2007 non sembrano evidenziare alcuna tendenza significativa alla variazione del numero di neoplasie infantili registrate in bambini residenti in Campania rispetto alle altre Regioni (con un trend evidente di crescita negli anni per la provincia di Caserta).


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